Milano, 9 febbraio 2021 - Il turismo è uno dei comparti più colpiti dalla pandemia. Per le compagnie aeree e gli operatori del settore si parla di contrazioni di fatturato fino al 90% rispetto al periodo pre-covid. La componente digitale del mercato delle vacanze ha registrato un calo di oltre 9 miliardi di euro rispetto al 2019. Nel 2021, però, si prevede una parziale ripresa. Questa luce in fondo al tunnel emerge dalle valutazioni della settima edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano. Tutto l’ecosistema dei viaggi ha risentito della crisi. Per l’intermediazione ‘tradizionale’ e per il tour operating il 2020 è stato di sopravvivenza, con un calo del fatturato tra il 60% e il 95%. Per il 2021 è prevista una parziale ripresa. Ospitalità, trasporti di terra e di mare e attrazioni sono riusciti a mantenere il fatturato tra il 40 e il 60% rispetto al 2019 grazie al turismo di prossimità. Con quest’ultimo è aumentato il ricorso a servizi conosciuti o comunque accessibili via telefono, email o chat, rendendo meno necessario l’utilizzo di intermediari. L’e-commerce di viaggi degli italiani nel 2020 ha segnato un -60%, assestandosi a 6,2 miliardi di euro, con prevalenza di prenotazioni da desktop (65%), anche se il mobile ha assunto più rilevanza (35%) registrando una decrescita inferiore rispetto al mercato (-39%). Quella dei trasporti si conferma la categoria più acquistata in Internet (60%), ma perde quota a causa della prevalenza del mercato domestico e della preferenza per l’utilizzo di mezzi di trasporto propri.