Milano, 27 gennaio 2020 - 

LETTERA

Caro direttore, leggo del piano di dotare la Fontana di Trevi di una barriera contro vandali e degrado. Un sistema che dovrebbe semplificare i controlli e, soprattutto, impedire ai turisti di sedersi sul bordo e rovinarlo. Mi sembra una
misura utile per preservare un monumento così bello. Maria A., Lodi

RISPOSTA

Mi permetto, per una volta, una premessa di carattere personale: la Fontana di Trevi affollata di turisti è il primo ricordo che ho di Roma. Avevo solo 5 anni, ma ho ancora nitidissima davanti agli occhi quell’immagine, vista da una finestra che dava sulla piazza. E ricordo ancora l’emozione di quegli istanti. Penso che chiunque, trovandosi di fronte a quella straordinaria fontana, rimanga a bocca aperta per uno spettacolo così grandioso. Non a caso, di giorno come la sera, la Fontana di Trevi continua ad essere meta di turisti assetati di meraviglia e di selfie. Per questo devo confessare di non essere d’accordo con l’ipotesi di una barriera che separi la fontana dai turisti, dai visitatori, dai romani, come sta valutando di fare il consiglio comunale capitolino. Perché penso che mettere qualsiasi cosa tra noi e l’opera d’arte ci allontani dalla sua bellezza. Capisco la necessità di tutelarla dall’invasione quotidiana, dalla maleducazione e, ovviamente, dai vandali. Ma ritengo che l’obiettivo possa essere raggiunto con la prevenzione, ovvero con l’educazione al bello, e con controlli serrati, a tutte le ore.

mail: sandro.neri@ilgiorno.net