Milano, 10 luglio 2020 - 

DOMANDA:

Se non riusciamo ad andare d’accordo tra Regioni e Stato, mi chiedo come si possa trovare il modo di cambiare e far ripartire il nostro Paese che poi vol dire rimettere in moto l’intero Occidente. Sempre che non si voglia ragionare con logiche “da pianerottolo”. Alberto M., Como

RISPOSTA:

C’è da chiedersi a quale normalità stiamo tornando, a quella di prima non può essere perché anche volendo fingere che nulla sia successo, il virus ha lasciato e sta lasciando tracce. Semmai il suo arrivo ha reso ancora più forti quegli scricchiolii che già si avvertivano dopo il 2008, quando la crisi finanziaria aveva reso evidente che il sistema stava cedendo. E allora non è che ci si deve impegnare a tornare alla normalità, si deve ricostruire una normalità basata su un sistema diverso. Una differenza abissale, che rimette in discussione tutto e sta facendo perdere alcuni punti di riferimento. Terreno fertile per la paura che per tradizione popolare è cattiva consigliera. Più che impegnarsi nella ricerca di stratagemmi per far riprendere i consumi e tenere in piedi un castello ormai di carta, per uscire da questa situazione è forse più strategico stringere alleanze, unire le forze e ridare un senso a un’unione europea perché in questo frangente la sfida non è né comunale, né provinciale, né di una Regione o di uno Stato. Quindi sguardo e pensiero vanno rivolti più in alto. ivano.costa@ilgiorno.net