Milano, 8 ottobre 2018 - 

LETTERA

O a Milano c’è un parco auto circolante quasi nuovo di pacca oppure questo divieto di circolazione ai diesel Euro3 è una leggenda se dopo una settimana e oltre un migliaio di controlli sono state elevate poche decine di multe. Strano, sino al giorno prima dell’entrata in vigore del fermo, dal tenore delle lamentele sembrava che tutti avessero mezzi fuori norma. Scopriamo che non è così. Sarebbe interessante capire se c’è stata un’impennata dell’utilizzo dei mezzi pubblici. Se così non fosse, il sospetto del blocco inutile troverebbe conferma. Diego, Milano​

RISPOSTA

Per Milano la vera sfida partirà a gennaio, con l’avvento dell’Area B. Allora sì la questione sarà chiara, con 180 telecamere a sorvegliare i nuovi varchi. Il fatto che in una settimana siano state poche le multe elevate per la violazione del divieto di circolazione dei diesel Euro3 non dà più forza né al fronte degli scettici su questo blocco e i relativi controlli né a quello degli entusiasti che vedono nel provvedimento la soluzione di tutti i problemi dell’inquinamento. È solo un dato, e tale resta. Così come resta il dubbio di quanto valga un provvedimento per 231 città lombarde. Uno stop a “macchia di leopardo” che ha già visto alcuni Comuni dissociarsi: chi non fa blocchi, chi non dà multe. Una mediazione “all’italiana” che porterà fino a gennaio quando entrare a Milano sarà un maggiore problema per chi è fuori norma. E le telecamere non “chiudono un occhio”. ivano.costa@ilgiorno.net​