Souad Allou, 29 anni
Souad Allou, 29 anni

Brescia, 8 giugno 2018 - Continua a negare di aver ucciso la moglie il marocchino fermato per l'omicidio della moglie Souad Allou, connazionale di 29 anni, scomparsa alcuni giorni fa. L'uomo ha ribadito la sua estraneità anche stamani nel lungo interrogatorio davanti al pm che mercoledì sera ne aveva disposto il fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere. L'avvocato Gianfranco Abate, legale del 50enne, lasciando il carcere di Brescia, ha spiegato che rinuncerà al mandato per incompatibilità con l'assistito. Per gli inquirenti l’uomo avrebbe ucciso la donna all’interno dell’abitazione dove la 29enne abitava con i due figli e quindi avrebbe fatto sparire il corpo dopo averlo nascosto all’interno di un sacco. A incastrarlo ci sarebbero le immagini di una delle telecamere di un bar della zona che ha la parto sul retro che si apre sul cortile su cui si affaccia l’abitazione in cui viveva la 29enne. Nel video si vedrebbe infatti il 50enne trascinare un sacco nero. Dentro, per gli inquirenti (le indagini sono state condotte dalla polizia Locale di Brescia e dalla Mobile della questura) ci sarebbe stato il cadavere della donna, che al mattino lavorava come collaboratrice domestica in una casa privata mentre nel pomeriggio faceva le pulizie in un ristorante selfservice. Del corpo ancora nessuna traccia.

"Mia moglie se ne è andata - aveva raccontato l’uomo, quando si è rivolto al comando della Locale di via Donegani per denunciare la scomparsa della ex da cui era separato da un paio di anni –. Non so che fine ha fatto. E’ due giorni che non c’è più a casa". Il suo racconto non deve avere convinto gli uomini della Locale che controllando hanno scoperto che il 50enne in passato era stato denunciato dalla ex per percosse e maltrattamenti. Così hanno deciso di andare a fondo della vicenda e hanno raggiunto l’abitazione di via Milano. All’interno della casa è intervenuta la Scientifica della polizia mentre gli agenti della Locale hanno ascoltato chi conosceva la ragazza. Nell’abitazione non è stata trovata alcuna arma, ma la chiave del giallo gli inquirenti l’avrebbero trovata all’esterno. Controllando il cortile hanno infatti scoperto la telecamera installata nei pressi della porta del bar che si affaccia sul cortile interno. Analizzando i filmati delle ultime ore hanno così osservato quei pochi secondi di girato in cui il 50enne è ripreso mentre a fatica trascinava un sacco nero. Messo sotto torchio l’uomo, ora in stato di fermo, ha negato tutti gli addebiti chiudendosi nel silenzio. Per l’uomo è così scattato il fermo e si sono aperte le porte del carcere di Canton Mombello. Sul caso indaga la Mobile di Brescia e gli agenti della Polizia Locale che hanno sequestrato l'auto del sospettato e l'appartamento della periferia di Brescia dove sarebbe avvenuto il delitto.