Bergamo, gira in strada con un fucile minacciando i passanti: arrestato tunisino

Sequestrato anche un telefonino rubato. L’amico che era insieme a lui è riuscito a scappare

La polizia

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Bergamo – Ad un certo punto al centralino della Questura arrivano numerose telefonate. Sono segnalazioni di “due individui di origini nordafricane armati di fucile”, che si aggirano in strada nella zona dell'ex Magrini, a Bergamo.

Scatta l’allarme. Insieme alle Volanti si muovono anche i colleghi della Digos che si occupano di antiterrorismo. Ed è così che un tunisino di 19 anni, senza fissa dimora né permesso di soggiorno e con una denuncia per danneggiamento risalente all'ottobre scorso, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per l'arma e un telefono rubato che gli sono stati sequestrati. Il 19enne viene visto in strada insieme a un amico. Imbracciano un fucile con il quale minacciano i passanti. Si è poi scoperto che il fucile era un'arma, scarica, da soft-air. Essendo senza tappino rosso, però, sembrava in tutto e per tutto un fucile vero. È stato sequestrato insieme a un telefonino risultato rubato.

Gli uomini della Digos in borghese li hanno intercettati tra via San Giorgio e via Palazzolo. L'amico ha approfittato dell'intervento di una donna per fuggire, mentre il 19enne, dopo aver strattonato la poliziotta, è stato ammanettato. Si è scusato con l'agente che è stata portata in Pronto soccorso per il dolore a un braccio (7 giorni di prognosi). Processato per direttissima, davanti al giudice Andrea Guadagnino il giovane, sbarcato a suo dire sette mesi fa a Lampedusa e in attesa del permesso di soggiorno, ha solo dichiarato che sia il telefonino rubato sia il fucile erano dell'amico. Non si è capito se per loro era un gioco. Il giudice ha disposto l'obbligo di firma, come chiesto dall’accusa. Processo aggiornato al 29 gennaio.