Saronno (Varese), 10 gennaio 2017 - "A torto o a ragione ero considerato la persona più importante e carismatica del pronto soccorso. Io mi ritengo, se non il migliore, uno dei migliori medici. Sì il migliore per la vastità della mie competenze". A sostenerlo, davanti agli psichiatri è stato il medico Leonardo Cazzaniga, imputato per le morti in corsia all'ospedale di Saronno. La perizia disposta dal gip l'ha ritenuto capace di intendere e di volere anche se "affetto da disturbo narcisistico della personalità". Sani di mente, quindi, lui e l’amante Laura Taroni, infermiera, accusati in concorso degli omicidi del marito, della madre e del suocero di lei.

Nell’udienza che si è tenuta questa mattina al tribunale di Busto Arsizio, la criminologa Isabella Merzagora e lo psichiatra Franco Martelli hanno esposto la perizia psichiatrica che esclude l’infermità mentale per i due imputati. Gli esami hanno stabilito che il medico anestesista ed ex aiuto primario del pronto soccorso di Saronno ha un disturbo narcistisico della personalità, da cui deriva l’alto senso di importanza che attribuisce a se stesso. Tuttavia le sue facoltà intellettuali non ne sarebbero intaccate. La perizia è stata richiesta dalle difese, ed è stata discussa nel terzo giorno di interrogatorio nell’incidente probatorio in cui i due ex amanti si sono rimpallati le responsabilità circa le morti loro addebitate.