Saronno 8Varese), 26 settembre 2017 - Si rivedono in un’aula del tribunale di Busto Arsizio per la prima volta dopo l’arresto, il 29 novembre dello scorso anno. Questa volta per fronteggiarsi da posizioni opposte. «Non volevo uccidere mio marito, non è mai stata la mia intenzione. Volevo renderlo innocuo».  Non voleva eliminarlo neppure quando iniziò a somministrargli farmaci antidiebatici anche se non aveva alcun problema di glicemia.

È la “verità” di Laura Taroni, ribadita nella nuova udienza preliminare davanti al gup Sara Cipolla. Destinata a cozzare contro quella del suo compagno di un tempo, il medico anestesista Leonardo Cazznaiga, ex vice primario del pronto soccorso di Saronno. I protagonisti dell’inchiesta “Angeli e demoni” sono divisi da pochi metri. Cazzaniga è nella gabbia, pullover violetto, jeans chiari, un bloc notes che riempie di appunti. La donna è seduta accanto al difensore Monica Alberti. Per otto ore e mezzo risponde, interrogata con la formula dell’incidente probatorio, alle domande del pm Maria Cristina Ria sull’accusa di omicidio del marito Massimo Guerra, deceduto nella sua casa di Lomazzo il 30 giugno 2013. Una imputazione che divide in concorso con Cazzaniga (che deve rispondere delle morti di quattro pazienti). Percorrono strade diverse che sembrano portare a una guerra dichiarata. Fin dal suo arresto, il medico è stato esplicito sulla fine di Guerra. Gli ha somministrato i farmaci antidiabetici sulla scorta delle diagnosi fornite da Laura: «Mi fidavo di ciò che mi diceva. Per causare un decesso repentino la metaformina deve essere data con un dosaggio superiore di cinquanta volte a quello terapeutico. Io non gliel’ho data». Laura Taroni parte da lontano, dalla conoscenza con il futuro marito, a una festa di compleanno. Il matrimonio, la nascita di due bambini. Il deteriorarsi del ménage «sempre più terribile». Fino al 2005, quando al pronto soccorso incontra il brillante, colto Cazzaniga, e ne rimane affascinata. Si prosegue nella oggi con le parti civili e i difensori di Cazzaniga. Il gup ha consegnato i quesiti allo psichiatra Franco Martelli e alla criminologa Isabella Merzagora, incaricati della perizia sulla coppia per accertarne salute mentale e la pericolosità.