Sesto San Giovanni (Milano), 30 settembre 2017 - Un "inadempimento grave e ripetuto". Che porta quindi a cancellare il progetto della moschea da 2.450 metri quadri in via Luini. Giovedì, in una riunione di giunta strordinaria, è stata approvata la delibera sulla decadenza del centro culturale islamico dalla concessione del diritto di superficie. Il documento, che è già stato trasmesso ai consiglieri, martedì sarà illustrato in commissione e lunedì 9 ottobre andrà sui banchi del consiglio comunale. Alla comunità islamica si contestano violazioni dalla convenzione, stipulata con il Comune il 27 dicembre 2013: "Il mancato pagamento di 320mila euro, il mancato completamento della procedura di bonifica, il mancato completamento delle opere, che avrebbero dovuto essere ultimate entro il 30 giugno 2017".

La ricostruzione, effettuata dagli uffici comunali, punta il dito contro il centro islamico e la "condotta complessiva nell’esecuzione del rapporto contrattuale". Un’operazione da 5 milioni di euro, che aveva fatto nascere dubbi sull’origine di eventuali finanziamenti, che secondo il centrodestra sarebbero arrivati dal Qatar. La convenzione fissava il termine finale massimo per la realizzazione degli edifici religiosi in 5 anni dalla firma, vale a dire il 26 dicembre 2018. "Ma ad oggi lo stato di mancata attuazione è tale per cui è già diventato impossibile il rispetto di tale termine ultimo". Così, secondo i funzionari comunali, "altri rimedi contrattuali, come sanzioni economiche, finirebbero per essere inutile palliativo, con il solo effetto di trascinare faticosamente in avanti un rapporto che ormai presenta elevate probabilità di insuccesso". Così, la decadenza della convenzione "appare adeguata e rispettosa del principio di proporzionalità rispetto alla gravità dell’inadempimento del concessionario". Tuttavia, non finisce qui. Perché nelle 21 pagine di delibera si annuncia che il provvedimento non riguarderà solo il diritto di superficie, ma anche "il diritto di uso delle aree" del Restellone, che dovranno essere rimesse nella disponibilità del Comune. Si tratta degli spazi dove è presente il prefabbricato temporaneo, che avrebbe dovuto ospitare la comunità sestese in vista del trasloco nella struttura definitiva.

Ma lo stop alla moschea è anche sul futuro prossimo. "Qualora l’associazione proponesse nuova istanza, questa potrebbe essere rigettata in quanto la pianificazione delle nuove strutture religiose può avvenire solo nell’ambito del nuovo Pgt". Lo dice la legge regionale del 2005, che pure in alcune sue parti era stata dichiarata anticostituzionale. L’individuazione nel Pgt di aree destinate anche al culto si farà entro 24 mesi dalla delibera, che con tutta probabilità sarà impugnata dal centro islamico con un ricorso. "Nessuna lettura politicistica, solo un accertamento in linea tecnica - commenta l’amministrazione -. Nessun provvedimento a priori, semmai conseguente alle verifiche effettuate".