Sesto San Giovanni (Milano), 28 dicembre 2017 - Chi sognava un classico «capodanno col botto», sappia che le ordinanze di divieto fioccano un po' da tutti i comuni del Nord Milano e promettono sanzioni anche aspre ai tanti appassionati del genere che si stanno già cimentando nell'esplosione di mortaretti e razzi. Se negli ultimi anni i venditori di fuochi artificiali e i loro clienti avevano avuto vita dura, quest'anno le cose si sono fatte ben più complicate. Accanto alle ordinanze dei sindaci, già firmate sia a Sesto San Giovanni che a Bresso, quest'anno si sommano le prescrizioni di Regione Lombardia in tema di rispetto ambientale e lotta allo smog. Non è escluso che anche gli altri comuni seguiranno, sull'onda di un divieto che è diventato ormai una tradizione. Insieme al blocco di circolazione per le auto più inquinanti, il 26 dicembre è partita anche la proibizione per l'accensione di falò e naturalmente per tutti quei fuochi artificiali che provocano fumo e inquinamento. Una vera mannaia, perché, per le polizie locali si pone solamente l'imbarazzo della scelta su quale disposizione utilizzare.

Il concetto è che petardi e razzetti inquinano tanto quanto un'autovettura diesel di vecchia generazione e così i trasgressori possono essere sottoposti a sanzioni che arrivano addirittura a 500 euro. Ricordiamo che comuni come Cinisello Balsamo hanno sancito in modo stabile il divieto di utilizzo dei fuochi artificiali. Infatti, la limitazione è stata inserita nel regolamento di polizia urbana ed è valida per tutto l'anno.

Per gli altri comuni, il divieto di utilizzare giochi pirotecnici è valido fino almeno fino al 2 gennaio prossimo. Come ogni anno, la notte del 31 dicembre sembra fare discorso a sé. Il divieto rimane valido, ma nel trambusto dei festeggiamenti di mezzanotte non è mai successo che qualcuno venisse multato, sebbene gli spettacoli pirotecnici la facciano da padrone in tutte le città.