Bresso (Milano), 20 giugno 2017 - E' una lettera scritta dall’Agenzia del Demanio al sindaco Ugo Vecchiarelli a fine maggio, l’atto che potrebbe far deflagrare ogni ambizione di espansione commerciale dell’aeroporto di Bresso. Dopo oltre due anni di polemiche e accuse reciproche che vedono da un lato Enac (Ente nazionale di aviazione civile) e dall’altro le amministrazioni comunali del Nord Milano, oltre all’Aeroclub Milano, per la prima volta viene messa nero su bianco una relazione tecnica che sembra mettere in discussione in modo serio le ultime decisioni di Enac, tese ad aprire lo scalo bressese ai voli commerciali.

Burocrazia a parte, il Demanio fa riferimento a una convenzione sottoscritta nel 2007 dinanzi alla Presidenza del Consiglio nella quale una decina di enti nazionali e locali, tra cui il Comune di Bresso, si impegnavano a bloccare l’espansione dello scalo di aviazione civile di Bresso. Gli uffici demaniali fanno notare che in quell’occasione venne stabilito che le strutture aeroportuali avrebbero dovuto essere spostate dalla porzione Ovest (dove si trovano attualmente) alla porzione Est del campovolo, quella dove oggi si trova la ex caserma e la base di atterraggio per l’elisoccorso. In assenza di quello spostamento, di fatto sarebbe impossibile prevedere attività di espansione, soprattutto commerciale, sull’area aeroportuale che invece dovrebbe essere sgomberata. Tanto più che il Demanio fa sapere che già nel 2011 aveva consegnato in via provvisoria alcune delle aree ad Est per consentire la costruzione della base per l’elisoccorso. "Enac - scrive il Demanio - si impegnava entro tre mesi dalla sottoscrizione del citato verbale a frazionare le aree consegnate e accatastare i fabbricati già esistenti o che si sarebbero realizzati. Le attività di accatastamento, non ancora completate, sono propedeutiche all’avvio della procedura di demanializzazione degli ambiti patrimoniali".

"Il demanio dice ciò che noi affermavamo da anni - spiega il sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli - Sebbene il protocollo sottoscritto nel 2007 non sia un atto di legge, rappresenta un documento condiviso ad altissimi livelli che come tale va rispettato. Dunque, a questo punto, Enac non può procedere a nuovi bandi di concessione fino a quando non saranno rispettate le prerogative di quell’accordo. Compreso lo spostamento delle funzioni aeroportuali a Est della pista".