Sesto San Giovanni (Milano), 26 settembre 2017 - Dove non arriva la politica, ci arrivano il libero mercato e la voglia delle persone di rompere le barriere e innovare. Non è un mistero per nessuno che i cittadini del Nord Milano sono da anni tra i più fedeli utilizzatori del servizio di bike sharing milanese. Lo usano i pendolari e gli studenti quando si spostano per Milano. In tanti lo preferiscono al tram e al bus. Ma una volta fuori Milano non hanno mai potuto usufruirne, semplicemente perché il bike sharing di Atm non ha mai oltrepassato i confini del capoluogo, nemmeno ora che si dovrebbe ragionare in termini di Città Metropolitana.

Ci sono riuscite in 15 giorni le biciclette grigie di Mobike e quelle gialle di Ofo, i due operatori cinesi che hanno reinventato il servizio utilizzando delle bici che possono essere parcheggiate ovunque (senza bisogno di una stazione), dunque anche oltre i confini milanesi. In questo modo il bike sharing è diventato virale. Ieri pomeriggio, nello stesso momento, si contavano almeno una quindicina di biciclette di Mobike a Sesto e altre tre a Cinisello. Ma il numero e la posizione di queste biciclette in “sosta” continuava a cambiare, segno che la domanda di bike sharing è molto forte. Ancora più sorprendente il risultato di Ofo, arrivato solo pochi giorni fa. Ieri pomeriggio a Sesto erano presenti almeno 8 bici, mentre a Cinisello erano 3. Siamo probabilmente al principio di un vero e proprio fenomeno per il Nord Milano. Tutte le biciclette in sosta a Sesto come a Cinisello sono frutto di un autentica domanda di mobilità sovracomunale da parte di pendolari che si spostano in bicicletta. Sono i ciclisti, in modo del tutto naturale e casuale, a portare le bici da Milano fino ai Comuni della cintura. Sono gli stessi ciclisti a spostarle tra un Comune e l’altro, tra un quartiere e l’altro, dando vita a questo fenomeno di mobilità. Non è un caso che molte delle bici segnalate lunedì pomeriggio a Sesto si trovassero parcheggiate fuori dal centro commerciale Vulcano, in una zona poco battuta dai trasporti pubblici e distante dal centro abitato.

Al momento, trovare una bici libera sotto casa può essere considerato un colpo di fortuna, ma più persone crederanno alla potenza delle servizio e più rapidamente aumenterà la diffusione delle bici gialle e grigie. Per anni le amministrazioni locali del Nord Milano hanno continuato a sottovalutare il ruolo fondamentale della “mobilità dolce”. Ancora oggi, nessun Comune è stato capace di disegnare una rete ciclabile coerente con questa esigenza. Tanto meno hanno compreso la potenza dei servizi di bike sharing nella riduzione del traffico, dell’inquinamento e in alcuni casi nel supplire le carenze della rete di trasporto pubblico. Dove non sono arrivate intere classi di amministratori comunali, ci è arrivato il libero mercato.