Rho (Milano), 16 ottobre 2015 - La sfida del Center on Aging dell'Università di Miami per prevenire e curare l'Alzheimer è arrivata a Rho. Ieri mattina al Centro Congressi del Collegio dei Padri Oblati si è svolto un convegno promosso da Fondazione Mantovani onlus. Secondo le statistiche nel 2020 le persone affette da questo tipo di patologia saranno oltre 15 milioni. Di questi circa un milione in Italia, con la previsione di 584mila nuovi casi tra cinque anni. "Sono dati allarmanti - ha dichiarato monsignor Sergio Salvini, Presidente della Fondazione Mantovani - abbiamo voluto promuovere questo convegno in quanto siamo convinti che possa essere un'occasione di confronto preziosa per medici, infermieri, manager del settore sanitario e socio-sanitario e più in generale per tutte quelle persone che quotidianamente di devono confrontare con l'Alzheimer, una malattia che non solo distrugge progressivamente l'identità delle persone che ne vengono coinvolte, ma è altamente impattante per i familiari che vivono lo stress di gestire chi gradualmente viene corroso da questa malattia". Nel corso della giornata di studio è stata ribadita l'importanza della prevenzione, dimostrata proprio con alcuni contributi scientifici dei più importanti ricercatori dell'Università di Miami. Per quanto riguarda la comunità scientifica italiana, ha aperto i lavori e coordinato il convegno Giampaolo Perna, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche Villa San Benedetto di Albese con Cassano (Como). "Abbiamo la certezza che test neuropsicologici che valutano alcune funzione specifiche della memoria e l'analisi dell'acido ribonucleico nel sangue - spiega il medico - possono essere la base per una battaglia più intensa nella prevenzione e nella cura di questa malattia".