Garlasco (Pavia), 22 aprile 2017 - Guerra aperta fra avvocati sul fronte dell’omicidio Garlasco. Calunnia. Falso ideologico. Violazione della legge sulla privacy. Sono le ipotesi di reato della denuncia-querela firmata da Andrea Sempio, che si è presentato ieri mattina al Palazzo di giustizia di Milano per depositarla. Era accompagnato dai suoi legali, Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi. Una decina di pagine e circa 140 di allegati. La querela si appunta, a vario titolo, verso il pool dello studio Giarda che assiste Alberto Stasi (il professor Angelo Giarda, gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, l’avvocato Giada Bocellari), Matteo Fabbri, genetista dell’università di Ferrara e consulente della difesa nel processo, il biologo forense Pasquale Linarello, gli investigatori privati dell’agenzia di Milano che hanno lavorato per la difesa dell’ex bocconiano. 

Andrea Sempio, 29 anni, di Garlasco, prima di essere completamente e definitivamente prosciolto, è rimasto iscritto per tre mesi nel registro degli indagati della procura di Pavia con l’ipotesi di reato di omicidio di Chiara Poggi, sorella maggiore del suo fraterno amico Marco. Nessuna azione legale viene promossa da Sempio nei confronti di Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, firmataria dell’esposto alla Procura generale di Milano nel quale si evidenziavano gli esiti del lavoro del biologo Linarello, incaricato dalla difesa. Secondo Linarello esisteva piena compatibilità fra il Dna rimasto su due unghie della vittima e quello di Sempio, che il genetista Fabbri aveva ricavato da una bottiglietta d’acqua e da un cucchiaino da caffè. I due reperti erano stati acquisiti dagli investigatori milanesi nel bar del centro commerciale dove lavora Andrea Sempio. Il giudice delle indagini preliminari di Pavia, Fabio Lambertucci, ha accolto in pieno le richieste dei pm Mario Venditti e Giulia Pezzino e archiviato il procedimento a carico di Sempio.

«Per fortuna - dice l’avvocato Lovati - Andrea è un ragazzo equilibrato e con i nervi saldi. Se fosse capitato a una persona fragile forse non saremmo qui. Quello che è accaduto è un fatto gravissimo: manipolare il Dna di una persona è una violazione inaccettabile. È come uno stupro. Ci interessa che venga fatta luce sulla illiceità di questo comportamento, reso ancora più grave dal fatto che gli autori sono avvocati, cioè coloro che dovrebbero essere al servizio della giustizia». Immediata la replica dello studio Giarda. Viene ribadita «la correttezza e legittimità dell’operato» dello studio e dei consulenti: «Le parole oggi pronunciate dal legale di Andrea Sempio sono molto gravi e del tutto inaccettabili; saranno immediatamente sottoposte all’attenzione dell’autorità giudiziaria competente così come già avvenuto per esternazioni analoghe. Non sarà più tollerato o consentito che qualcuno possa anche solo insinuare il dubbio che il nostro studio legale abbia violato delle norme di legge per arrivare ad una differente verità processuale per Alberto Stasi». Dopo la condanna definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata Chiara, Alberto Stasi prosegue la sua detenzione nel carcere di Bollate. Lo stesso reparto ospita Alexander Boettcher, l’uomo della “coppia dell’acido”, ex compagno di Martina Levato.