Monza, 28 marzo 2017 - Dietrofront. La Uil Brianza è tornata con Milano. Dopo 25 anni di autonomia, e 10 nella nuova sede di via Ardigò, il sindacato d’ispirazione socialista torna con la metropoli. E ora invece di un vero e proprio segretario generale (Luigi Soldavini, che ha guidato il sindacato brianzolo dal 2013, è stato nominato tesoriere della Uil Unione regionale di Napoli) avrà un coordinatore.

È Abele Parente, nominato ufficialmente un paio di settimane fa e attuale segretario generale della Uil Scuola Brianza (questa, come altre categorie, manterrà l’autonomia brianzola). Una «stranezza» che rientra nel piano di riorganizzazione cominciato nel 2012 dalla Uil a livello nazionale. Un percorso nel quale ad esempio la Uila (il sindacato Uil dei lavoratori agroalimentari) Brianza ha scelto, già tempo fa, di andare con Lecco. A mettere un po’ di ordine provano proprio il coordinatore brianzolo della Uil e Daniele Margaritella, segretario generale della Uil Milano Lombardia: "È un procedimento complesso che mira a realizzare un sindacato “a rete”. Quello che appare una accorpamento è invece un processo di razionalizzazione degli organici e delle strutture che permetterà di essere più vicini ai territori e alla gente. Le risorse risparmiate potranno ad esempio essere utilizzate per aprire uffici e sedi nei vari paesi".

La Uil in Brianza conta circa 7.500 iscritti e 11 categorie con sedi a Monza (qui si valuta la possibilità di trovarne una nuova), Vimercate, Seregno, Varedo, Renate, Brugherio e Lissone (recentemente trasferitasi in locali più ampi) e due sportelli a Cesano e Arcore. Ora farà parte della Uil Milano, Lodi Monza e Brianza che conta complessivamente circa 70mila iscritti sui 200mila totali della Lombardia (dove ci sono stati altri accorpamenti come Mantova-Cremona o Como-Lecco).

"Il ridimensionamento del ruolo delle Province, la scelta di altre associazioni di categoria che sono tornate con Milano, la necessità di essere vicini alla gente con i servizi ci hanno spinto a questa scelta", spiega Parente.

Ma come si concilia il fatto che da una parte la Uil si accorpa con la metropoli e dall’altra fa un ricorso al Tar (insieme a Cgil e Cisl territoriali) contro la fusione della Camera di commercio con Milano? «Non c’è contraddizione perché riteniamo che il peso economico del territorio richieda e possa sostenere una Camera di commercio autonoma. Il nostro, ad esempio, non è un accentramento politico su Milano», conclude Margaritella.

Il Risiko del territorio. Ora i sindacati sono un po’ qui, un po’ di là e un po’ di qua. Il resto? Tutto con Milano. La Brianza che continua a esistere come provincia autonoma, per le associazioni di categoria ormai non lo è più. Un «Risiko» nel quale ormai la maggior parte delle associazioni ha optato per la città metropolitana. In Brianza i tre sindacati confederali hanno tutti assetti diversi fra loro. Solo la Cgil ha conservato l’autonomia provinciale (e pensare che proprio la Cgil in origine, prima della nascita della Provincia briantea, era una delle poche schierate a favore dell’Area metropolitana milanese). La Cisl da tempo si unita a Lecco mentre ora la Uil è tornata con Milano.


Le associazioni di categoria sono invece ormai tutte con Milano. A partire dalla «rivoluzionaria» scelta fatta più di un anno fa da Confindustria Monza e Brianza. L’associazione d’imprenditori più antica d’Italia (cento e passa anni di storia), che aveva sempre fatto dell’autonomia dalla milanese Assolombarda un importante «segno distintivo e di onore», ha infatti deciso per la fusione. Stessa cosa era avvenuta per Confcommercio (anche se diversi servizi erano già da tempo in comune con Milano) mentre Confartigianato e Unione Artigiani non avevano mai smesso di avere la targa «Milano, Monza e Brianza».

Una situazione che in estate ha portato anche la Camera di commercio (che si era staccata da Milano proprio con la nascita della Provincia brianzola) a scegliere il ritorno con la metropoli. Un iter avviato (settimana scorsa è stato nominato il nuovo segretario generale facente funzione, Monica Mauri in sostituzione di Renato Mattioni) sul quale pende proprio un ricorso al Tar dei sindacati che, nel loro «Risiko», la vorrebbero ancora autonoma.