Milano, 8 gennaio 2018 - La Supercoppa Primavera è dell’Inter. Ancora una volta a strappare un sorriso ai tifosi nerazzurri, in sostituzione della prima squadra, è un settore giovanile a cui mancava solo questo trofeo da aggiungere a una bacheca che negli ultimi anni si è riempita di anno in anno. Per il vivaio interista è il successo numero 45, davanti agli oltre 4mila spettatori del Meazza, l’ultimo trofeo in campo nazionale che mancava in questa categoria. Decisiva, nell’atto finale, la doppietta di Facundo Colidio per battere 2-1 un’agguerrita Roma, storica rivale in Primavera. Danno quindi i propri frutti i sei milioni di euro spesi per il talento argentino, finora non sempre un fattore dal suo arrivo a dicembre, colpito da qualche problema fisico, ma bravo a farsi trovare pronto al momento giusto.

«Sono troppo felice, è il mio primo trofeo con la squadra, è inspiegabile – dice il giovane attaccante a Sportitalia -. Non è semplice fare due gol, ringrazio tutta la squadra che lavora sempre duro e questo è il risultato». È invece l’ennesimo risultato positivo per Stefano Vecchi, allenatore della Primavera ormai dal 2004, al quale in passato è già riuscito di conquistare campionato, Coppa Italia, Torneo di Viareggio. «Abbiamo vinto tutto quello che si poteva vincere in Italia – dice a fine gara - .Sono fortunato, lavoro con una società che non ci fa mancare nulla e ci mette a disposizione giocatori importanti. Un’occasione in prima squadra? Non mi sento sminuito, la gratificazione di allenare questi ragazzi è tanta. Se poi capita l’occasione giusta ci si pensa, come ho sempre detto». Esulta, giustamente, anche il responsabile del settore giovanile Roberto Samaden. «È il trofeo che ci mancava, ci tenevamo perché al quinto tentativo sembrava una maledizione – dice il dirigente nerazzurro -. Il nostro top player è Vecchi che sa far crescere i ragazzi mentalmente e tecnicamente e ottiene anche risultati sul campo. Ringrazio la società presente in massa anche in questa occasione. È una vittoria che ci dà slancio per il 2018».

Il punteggio finale è frutto di una partita che si accende immediatamente: palla rubata da Colidio al 3’, scambio con Emmers e conclusione vincente dell’argentino dopo l’iniziale respinta di Romagnoli. Quattro minuti e la Roma pareggia con Marcucci sfruttando una palla persa da Lombardoni grazie alla ripartenza conclusa con un pallonetto su Pissardo. Tra i nerazzurri si distingue Emmers, già convocato in Coppa Italia da Spalletti a testimonianza di una crescita ad oggi superiore rispetto ai compagni di squadra. Sul lato opposto gran parte del gioco passa dai piedi di Antonucci, destro di piede che agisce alto a sinistra e rientra per attivare i compagni. È lui a mandare in porta Riccardi (bravo Pissardo a respingere) e a tenere in apprensione costante Valietti. L’Inter fatica a creare occasioni, ha qualcosa in più dal punto di vista fisico ma non trova conforto dagli elementi offensivi e deve guardarsi dalle ripartenze dei giallorossi.

Con il passare dei minuti diventa però più difficile per gli ospiti contenere la prepotenza atletica degli avversari. Antonucci reclama un rigore (forse a ragione) per un colpo ricevuto da Valietti a inizio ripresa, ma su lato opposto le chances cominciano a fioccare. Il nuovo entrato Rover manda in crisi il lato destro della Roma, che si salva grazie agli interventi di Romagnoli sul numero 7 nerazzurro e su Sala. All’overtime arrivano con più benzina in corpo i ragazzi di Vecchi, che colpiscono una traversa con Odgaard e trovano ancora pronto Romagnoli su Belkheir. Sull’ennesimo corner a favore, è di nuovo Colidio a trovare la girata vincente in una furibonda mischia. A tre minuti dal termine, è un’ipoteca sulla vittoria.