Milano, 24 novembrte 2017 - Un mese per decidere il proprio futuro. Da oggi fino al termine del mese di dicembre, Joao Mario proverà a ritagliarsi quello spazio che finora non è riuscito a strappare con una certa continuità. Da trequartista o da esterno offensivo, ha trovato davanti giocatori che hanno dato qualcosa in più, trovando approvazione nelle scelte di Spalletti. Non se lo aspettava, forse, di finire ai margini della squadra. Ad oggi il suo impiego è ridotto a qualche scampolo di partita nel finale, quando c’è da gestire il risultato. Un minutaggio insufficiente per chi ha l’ambizione di partecipare ai prossimi campionati del mondo e, pur essendo tra i titolari del Portogallo, non può permettersi di rischiare un’esclusione per scarso impiego nel club.

Per essere sicuro avrà bisogno di fare molto di più e di avere conforto dalle scelte dell’allenatore. Altrimenti, ipotesi da non escludere, a gennaio si potrebbe profilare un addio. L’esposizione della situazione da parte del diretto interessato è stata garbata quanto netta, quando ha parlato dal ritiro della nazionale. Lo stesso Spalletti ha riconosciuto che nel sottolineare come sarà necessario fare la giusta scelta per la sua carriera, il ragazzo non abbia detto nulla di male. Certo è che non sono dichiarazioni da parte di un giocatore convintissimo della permanenza. Dall'altra parte, per quel che trapela da ambienti vicini al lusitano, non c’è alcuna frattura già in atto. Non è nei costumi del giocatore alzare i toni e c’è ancora la convinzione di poter dare una svolta alla stagione. In più l’unica squadra che ha chiesto informazioni in maniera abbastanza concreta, pur senza spingere ancora sull’acceleratore, è il Paris Saint-Germain, dove la concorrenza sarebbe ancora peggiore che all’Inter. In concreto: è difficile che possa trovare più spazio in Francia di quello che ha in Serie A.

Domani si giocherà a Cagliari l’anticipo della quattordicesima di campionato, non della trentesima. Il tempo per ribaltare certe convinzioni di Spalletti c’è, ma nella dirigenza nerazzurra la convinzione è che il primo a doversi aiutare è il giocatore stesso. Dicembre, come detto anche dal tecnico interista in conferenza stampa, può essere determinante. Ci saranno probabilmente due gare in più da disputare oltre a quelle di A (dipende dalla qualificazione o meno tra ottavi e quarti di finale di Coppa Italia). Saranno settimane in cui le pedine ruoteranno sulla scacchiera. Nel weekend o nelle sfide infrasettimanali, lo spazio ci sarà più o meno per tutti. Starà ai giocatori che fanno parte delle seconde linee prendersi la scena oppure cominciare a vagliare proposte alternative.