Milano, 7 settembre 2017 - Non aveva il titolo di biologa-nutrizionista, ma era riuscita ad assumere un'identità falsa e a esercitare come dietista a Castellanza e in un ambulatorio di via Manara, a fianco del Palazzo di Giustizia di Milano. Così per possesso di documenti falsi una donna, C.S., che si spacciava per la dottoressa Cristina Colombo, è stata arrestata ieri dai carabinieri, su disposizione del pm di turno di Milano Stefano Civardi.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, lo scorso 23 giugno la donna si sarebbe presentata negli uffici del Comune di Cocquio Trevisago (Varese) denunciando di aver perso i documenti e successivamente al Commissariato di Porta Ticinese, a Milano, dove avrebbe presentato la denuncia fornendo le false generalità, dicendo di aver smarrito anche la patente, oltre alla carta d'identità valida per l'espatrio. Il giorno successivo, il 24 giugno, con la denuncia in mano e inducendo in errore i funzionari del comune del Varesotto è riuscita, secondo l'accusa, ad ottenere la carta d'identità. Solo quando ieri i carabinieri, dopo alcuni accertamenti, sono andati arrestarla la donna ha ammesso di avere un altro nome.

La donna avrebbe esercitato abusivamente la professione in alcuni ambulatori e centri nel Varesotto, ma anche a Milano. Oltre a essere ai domiciliari per possesso di documenti falsi, è indagata per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, per l'abusivo esercizio della professione, per sostituzione di persona e truffa. Il giudice delle direttissime, dopo l'udienza in cui la donna ha preferito non rispondere e ha detto soltanto di non lavorare, ha convalidato l'arresto e emesso la misura cautelare parlando di "gravi indizi di colpevolezza". Lasciando l'aula la donna, sorridendo, ha detto a un carabiniere: "Poi le mando la dieta". Il processo in direttissima partirà il 15 settembre.