Milano, 16 luglio 2016 - C'è un morto in più nel processo per gli effetti letali dell’amianto alla Scala. È l’ex pianista e celebre direttore d’orchestra Edoardo Muller, 78 anni, cui circa un anno fa venne diagnosticato un mesotelioma pleurico e che a causa di questa malattia collegata alle fibre maledette è deceduto due settimane fa. E intanto il giudice Alessandra Simion ha chiamato nel processo come responsabili civili il Comune di Milano e la Fondazione Scala ,che potrebbero dovere risarcire i danni in caso di condanne. Ieri mattina, all’udienza preliminare a carico dei quattro ex sindaci Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini, e di altre cinque persone per la vicenda di alcuni lavoratori morti o ammalati di mesotelioma pleurico a causa della presenza di amianto al Piermarini prima che venissero effettuate le bonifiche dei locali.

Con la morte di Muller, triestino, in origine pianista, ma ben presto a tempo pieno nel teatro lirico, i morti sono saliti a nove. Assistente dei più importanti direttori d’orchestra come Abbado, Kleiber, Muti, Muller fu nei più importanti teatri del mondo, dalla Scala dove diresse ripetutamente per molti anni, a Parigi, Monaco, Barcellona, Tokio. Aveva collaborato come pianista a concerti, oltre che con Renata Tebaldi, con Carreras, Obraszova, Bruson, Bergonzi, Caballé e insegnato direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano. Era stato direttore del centro di perfezionamento per artisti lirici al Teatro alla Scala. Oltre ai nove casi di omicidi colposo, il pm Maurizio Ascione, contesta anche un caso di lesioni che riguarda un ex fonico che si è ammalato. Tra gli imputati oltre agli ex sindaci figura Carlo Fontana, sovrintendente della Scala dal 1990 al 2005. Ieri il giudice ha ammesso anche la costituzione come parti civili dei familiari dei lavoratori morti (tra loro anche Luciana Patelli, cantante lirica) e dell’uomo malato, oltre che quelle dell’Agenzia di Tutela della Salute Città Metropolitana di Milano, dell’Inail e del sindacato Cub.

Sono state le parti civili a chiedere la citazione per gli eventuali danni dell’ amministrazione comunale e della Fondazione Teatro alla Scala. Citazione che è stata disposta dal gup, anche se poi i due enti potrebbero chiedere l’esclusione dal procedimento e in quel caso il giudice dovrà pronunciarsi di nuovo. Le accuse a carico degli imputati sono di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime e le contestazioni partono dal 1986. Nell’inchiesta giudiziaria nata dalle ripetute denunce del sindacato Cub, la Confederazione unitaria di base, gli ex sindaci sono indagati in qualità di presidenti della Scala e quindi, come proprietari, secondo l’accusa, avrebbero avuto una serie di poteri tra cui quello di vigilanza sulla tutela ambientale. Il prossimo 12 ottobre interverrà il pm per ribadire la richiesta di processo, mentre il 20 ottobre, dopo gli interventi delle difese, il gup deciderà.