Pioltello (Milano), 12 febbraio 2018 - Ora l'attesa è per il verdetto dei tecnici. Ma intanto l’inizio dei lavori di ripristino della linea slitta almeno fino a mercoledì. Nell’inchiesta giudiziaria per il deragliamento del treno Cremona-Milano, con i suoi tre morti e una cinquantina di feriti, le risposte arriveranno dagli esperti nominati da Procura e indagati (Rfi e Trenord) che hanno già cominciato a lavorare. Saranno loro a dover dare il prima possibile qualche risposta agli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che attendono di conoscere quali fossero le reali condizioni di tenuta di quei due chilometri di linea intorno a Pioltello in cui tutto si è compiuto.

Risposte che dovranno spiegare la questione del «punto zero», quel tratto di binario che ha perso un pezzo da 23 centimetri e che qualcuno mesi fa, come risulta agli atti, pensò bene di rinforzare con una traversina di legno infilata sotto un giunto. È stato solo quello a provocare l’uscita delle carrozze dalla loro strada? O ha contribuito anche lo stato di salute del carrello del terzo vagone, il primo a finire fuori traccia prima di andare a schiantarsi contro i pali e a bordo del quale erano sedute le tre donne che hanno perso la vita? Anche la lettura dei dati contenuti nella “scatola nera” del treno, affidata ad un consulente informatico, potrà risultare utile a sciogliere qualche altro dubbio.

Per ora gli indagati sono otto - oltre ai vertici di Rfi e Trenord (due a testa), anche quattro tecnici Rfi del ramo produzione - ma è probabile che a seconda delle risposte degli esperti gli inquirenti aggiustino il tiro sulle responsabilità. Quel che è certo, è che per il ritorno alla normale circolazione sulla Milano-Venezia ci vorrà tempo. Rfi, che non ha ancora messo a punto i piani di sicurezza del cantiere, inizierà i lavori solo mercoledì. Poi serviranno almeno due, forse tre settimane.