Carugate (Milano), 30 gennaio 2018 - Rigurgito fatale per un bimbo di due anni di Carugate. La corsa disperata all’ospedale, con la certezza quasi matematica che non servirà, in effetti si è rivelata inutile. Ma i genitori non potevano arrendersi davanti al pericolo peggiore: perdere il figlio. Purtroppo, è andata così. La tragica conferma del timore è arrivata poco dopo al pronto soccorso di Vimercate: il piccolo è morto soffocato. Era arrivato davanti ai medici quando non c’era già più niente da fare. Uno strazio infinito per la famiglia che ha sperato fino all’ultimo in un miracolo.

Domenica, sembrava una sera come tante. Il piccino, reduce da un’influenza, ha mangiato una minestrina, e dopo un po’ è stato messo a letto. Questa la ricostruzione delle sue ultime ore di vita. Ma quando la mamma si è avvicinata al lettino per controllare che andasse tutto bene, non respirava più. Era cianotico. L’allarme è scattato subito, le manovre per rianimarlo non hanno dato l’esito che tutti speravano. Ripetute anche oltre i tempi previsti dai protocolli, perché in certi casi è difficile accettare il peggio, pure per i soccorritori. Il referto parla di «polmonite ab ingestis», cioè asfissia da cibo. Quello che è successo, è chiaro: il magistrato non ha disposto l’autopsia sul corpicino. Ora, si attende solo di conoscere la data dei funerali, che non sono ancora stati fissati.

La sindrome del rigurgito ha un’ incidenza in Italia dello 0,5 su mille nati: un caso quindi ogni duemila. Fredde statistiche che fanno paura, ma che sembravano così lontane dall’appartamento dove si è consumato il dramma. Per i genitori, una giovane coppia italiana, un colpo durissimo. Impossibile da accettare. Quando i medici li hanno informati, il mondo gli è crollato addosso. Il dolore ha avuto il sopravvento. Non è stato facile neppure per il personale sanitario abituato a far fronte alle situazioni più disperate. Ma un bambino che se ne va cancella anche il più rigido autocontrollo.