Mantova, 26 novembre 2017 - "La mia vita privata è stata devastata e questo è un tormento che nessuno potrà più togliermi. Non auguro a nessuno di vivere ciò che sto vivendo io". Lo scrive in un comunicato il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, indagato dalla locale procura per tentata concussione nei confronti di un'operatrice culturale a cui avrebbe chiesto favori sessuali in cambio di un contributo comunale.

"Non è consentito rendere pubblici atti coperti da segreto istruttorio ma ciononostante questo è ciò che sta avvenendo - afferma il primo cittadino virgiliano, dato in rientro a Mantova dopo tre giorni di assenza in seguito alla bufera giudiziaria che l'ha coinvolto - ho taciuto in questi giorni e continuerò a farlo per il rispetto che devo anche al lavoro della Procura e perché non è giusto che i processi avvengano sommariamente in piazza. Oltre a non essere giusto, ribadisco che tutto questo non è neppure lecito". Palazzi ribadisce la propria innocenza: "Io so di essere innocente dall'accusa che mi viene rivolta e tutte le persone che lavorano con me, dalla Giunta ai funzionari del Comune, possono testimoniare che mai ho chiesto favori di alcun tipo in cambio di contributi, patrocini o altro. Adesso le poche energie che mi restano devo concentrarle e spenderle per dimostrare la mia onestà di persona e sindaco. Poi ognuno sarà libero di fare le proprie valutazioni. Ora è solo un inaccettabile gioco al massacro".