Serminde (Mantova), 22 dicembre 2017 - L'arma aveva una «modesta capacità di offendere». E l’anziano che ha sparato un colpo in aria, spaventato dall’incursione dei ladri, «si trovava in un’abitazione isolata, aveva già subito tentativi di furti precedenti», ha chiamato subito i carabinieri per segnalare l’episodio e consegnare il suo fucile da caccia regolarmente detenuto e le cartucce calibro 22.

Elementi che hanno portato il Consiglio di Stato a emettere una sentenza «pilota» in materia di legittima difesa, accogliendo il ricorso presentato dai legali di Elia Boselli, pensionato di 76 anni, al quale era stato revocato il porto d’armi. La questione viene quindi rinviata al Tar di Brescia, che dovrà pronunciarsi nel merito. Un anno fa, la sera del 28 dicembre, Boselli si trovava nella sua casa isolata tra le campagne di Sermide, nel Mantovano, quando ha sentito alcuni rumori sospetti. Pochi giorni prima aveva subito un furto nel suo capannone agricolo. I ladri avevano già invaso le sue proprietà il 9 ottobre 2014. Quando ha sentito suonare l’allarme si è spaventato e, secondo il suo racconto, ha esploso un colpo in aria «per scongiurare il pericolo». Subito dopo ha chiamato i carabinieri di Revere, che sono intervenuti per un sopralluogo.

Come è già avvenuto in seguito a episodi analoghi il fucile è stato sequestrato e la Prefettura ha disposto il divieto di detenzione di armi. Elia Boselli non si è dato per vinto e, assistito dagli avvocati Antonio Bana (presidente dell’Assoarmieri) e Antonio Sala Della Cuna, ha iniziato una battaglia legale per riottenere il diritto di imbracciare il fucile e tornare a cacciare. Dopo un primo stop del Tar bresciano, è arrivato un punto a favore davanti al Consiglio di Stato, che ha rimandato la questione al Tar. «Le peculiari modalità del fatto (abitazione isolata, tentativi di furto precedenti, uso dell’arma con colpo esploso in aria...) consentono - scrivono i giudici nell’ordinanza - di valutare come non adeguatamente asseverato il giudizio di inaffidabilità formulato nel provvedimento impugnato». Il Consiglio di Stato ha tenuto conto delle circostanze dell’episodio, ma anche di una consulenza balistica disposta dagli avvocati. La quantità di energia del proiettile, inferiore ai 7,5 Joule, indica la «modesta capacità di offendere» dell’arma. «Si tratta di un precedente importante - spiega l’avvocato Antonio Bana - per la tutela dei cittadini che usano la propria arma per legittima difesa».