Missaglia (Lecco), 28 giugno 2017 - L’errore di un massaggiatore della nazionale Mtb che la sera prima della gara aveva medicato Mara Fumagalli con un cerotto spray contenente sostanze proibite non ha consentito alla biker di Garbagnate Monastero di partecipare con la Nazionale ai mondiali Marathon in programma nell’ultimo fine settimana a Singen in Germania. I fatti. Sabato sera, prima della gara, Mara va dal massaggiatore per farsi medicare una ferita: quest’ultimo usa un cerotto spray con sostanze non consentite. Da qui la decisione di non far partire Mara. La FCI, federazione Italiana Ciclismo, si scusa con la biker della Polimedical FRM Calvi di Missaglia. Sottolineando come Mara fosse peraltro l’altleta sulla quale la Nazionale italiana puntava per il podio di questa speacialità.

«Non è possibile che un professionista incorra in errori di questo genere - spiega Loredana Manzoni, presidente della Polimedical di Missaglia, team di mtb da lei fondato -.Vogliamo andare a fondo della vicenda. È inconcepibile tale leggerezza, e non si può concepire che nel kit di un massaggiatore sia permesso l’utilizzo di farmaci con sostanze proibite. Mara era al top della Forma (le cinque vittorie precedenti lo dimostrano, ndr). Ha lavorato duro già dalla preparazione invernale con un unico obiettivo: fare bene al mondiale di Singen, ed è triste non poterlo disputare per queste leggerezze di altri».

«Possiamo solo stare vicini a Mara e riportarla a vincere al più presto. Perchè lei sapeva di poter fare bene e si era dedicata a questo appuntamento anima e corpo, al 120%». «In merito a quanto accaduto a Singen in occasione del Mondiale Marathon - spiega la FCI in un comunicato - la Federazione esprime dispiacere per l’accaduto, frutto di un errore che ha privato Mara Fumagalli della possibilità di gareggiare e provare il sogno per il quale ogni atleta si allena duramente per l’intera stagione. Un errore, è bene ricordarlo, che non ha penalizzato soltanto un’atleta capace e valida, ma la stessa Federazione che aveva indentificato in Mara l’atleta di punta. La FCI precisa che, una volta presa coscienza di quanto accaduto, la decisione, per quanto gravosa, è stata assunta prima di tutto a tutela di Mara e della Nazionale impegnata in Germania».