Lecco, 28 novembre 2016 – Maglia nera alla provincia di Lecco per quanto riguarda le assunzioni, con un tasso di entrata nel mondo del lavoro di appena il 4,4%, contro il 5,4 a livello regionale e il 6,7% a livello nazionale. Per il 2016 le previsioni di reclutamento di dipendenti scendono a 3.260 persone rispetto alle 3.370 del 2015, cioè 110 in meno, pari al -3,3%, contro il +7% lombardo e il +6,2% nazionale. A calare sono di 80 unità le previsioni di assunzioni non stagionali, cioè 2.790 contro le 2.870 del 2015 con un -2,8%, e di 30 unità le assunzioni stagionali, da 500 a 470: con un -6%.

E' quanto emerge dalla diciannovesima indagine Exclesior per la Camera di commercio di Lecco.

Nel dettaglio diminuiscono di 220 unità le assunzioni a tempo indeterminato previste con un -16,1%e la loro quota percentuale scende dal 40,7% al 35,3%. Gli imprenditori lecchesi comunque fanno ricorso a personale “stabile” in misura superiore ai colleghi italiani (29,2%), però inferiore a quelli lombardi (36,5%). Viceversa, aumentano le assunzioni a tempo determinato, da 1.330 a 1.480, e sale la loro quota percentuale dal 39,5% al 45,4%.

Sul versante delle assunzioni stagionali, i profili maggiormente richiesti sono quelli delle “professioni qualificate nei servizi”, in calo però dal 26,5% al 22,6%, -17,1%, seguiti dai “conduttori di impianti”, il cui peso scende tuttavia dal 22% al 18,3%. La quota degli “operai specializzati” sale invece dal 13,6% al 17,9%, registrando la crescita più elevata rispetto al 2015 (+28,2%). Crescono anche le previsioni di assunzioni non stagionali di “impiegati”, “tecnici” e “personale non qualificato”, rispettivamente del 17,4, 11,9 e 3,8%).

La percentuale di laureati richiesti passa dall’8,1% del 2011 al 14,3% di quest’anno, un dato lo inferiore a alla media nazionale (16,7%) e soprattutto regionale (23,7%). Continua il calo della quota dei diplomati, dal 49,5% del 2013 al 40,9%, in linea con la media regionale e inferiore al dato nazionale. Cresce la percentuale dei “qualificati” con un diploma triennale: dal 15% del 2015 al 19,4% di quest’anno. Torna poi sui livelli del 2014 la quota di coloro per cui non è richiesto alcun titolo di studio.

Si evidenzia una crescita a doppia cifra delle assunzioni - stagionali e non - previste nei comparti “turismo” e “servizi”, rispettivamente del 12,8 e 12,9%, mentre calano del 4,4% quelle del settore “industria e costruzioni” e in particolare quelle del “commercio” con un -27,3%.

Crescono le assunzioni non stagionali di donne, da 350 a 470 unità con un +34,3%: rappresentano il 16,8% delle entrate totali previste, a fronte del 14% nazionale e del 14,3% lombardo. Aumentano anche le assunzioni non stagionali di uomini, che raggiungono il livello più alto dell’ultimo quinquennio: 1.160 persone, parei al +33,3%. In forte calo, invece, le previsioni di assunzione per cui il genere non comporta differenza: da 1.650 a 1.160, cioè il -29,7%.