Colico, 21 novembre 2017 -  Proseguono in modo serrato le indagini e si stringe il cerchio attorno ai responsabili del furto all’Iperal, avvenuto a metà ottobre, che ha fruttato un bottino da oltre 100mila euro. A lavorare senza sosta sul caso, che interessa le province di Lecco, Sondrio e Como sono i carabinieri del Reparto operativo di Sondrio sotto il comando del maggiore Rocco Taurasi. Proprio l’ufficiale spiega che «le indagini vanno avanti speditamente e si spera di arrivare a una soluzione in tempi brevi. Abbiamo una mole di dati significativa, ci sono tutte le telecamere di accesso alla valle per vedere chi è arrivato e come se ne è andato, a queste si aggiungono tutte le immagini raccolte dalla videosorveglianza sia all’interno sia all’esterno del centro commerciale per oltre un centinaio di telecamere. A questo si aggiungono tutte le testimonianze di addetti che operano nella struttura. Questo significa tantissimo materiale a disposizione il che è un vantaggio perché si hanno più riscontri e testimonianze che però comporta tempi di gestione lunghi e a questo si deve unire il fatto che l’episodio è avvenuto durante il fine settimana quindi con ancora più gente in giro».

Nel frattempo emergono anche nuovi dettagli sulle modalità del furto che è stato messo a segno da professionisti. I malviventi sono riusciti a fare tutto senza essere individuati, anche se le prime informazioni dicevano di un testimone che aveva visto i ladri calarsi dal tetto, hanno quindi lasciato l’area indisturbati e solo la mattina dopo, quando gli operatori addetti hanno fatto i conti, è emerso l’importante ammanco. Immediatamente è stato controllato il sistema di posta pneumatica che porta al caveau sul tetto e quindi è stato lanciato l’allarme con l’intervento dei Carabinieri. «Il ventaglio delle opzioni su cui indaghiamo è stato molto ristretto – spiegano i militari – in queste settimane abbiamo potuto scartare una serie di ipotesi e ci stiamo concentrando su un numero ristretto di persone. In quei giorni sono passate migliaia di persone nella struttura e abbiamo dovuto fare un intenso lavoro di selezione e analisi anche delle immagini acquisite all’inchiesta. Per ora è prematuro parlarne, possiamo dire che non pensiamo a un’azione di un singolo e resta in piedi l’ipotesi di un elemento interno ma era possibile agire anche senza una talpa».