Milano, 9 noevmbre 2017 - Che rumore fa la viabilità? È la domanda alla quale ha dovuto rispondere la Città Metropolitana di Milano in ossequio agli obblighi imposti dall’Unione Europea agli Stati membri e alle loro emanazioni sul territorio. Una risposta in due tempi: prima serve una mappa delle strade più rumorose e poi l’individuazione di misure per sopirlo. L’una e le altre sono ora ricomprese nel «Piano d’azione» appena varato da Palazzo Isimbardi. La rete stradale metropolitana si estende per 700 chilometri e nel 70% dei casi si tratta di vie di comunicazione che fanno registrare flussi superiori ai 3 milioni di veicoli all’anno. La mappatura si è focalizzata su 420 chilometri di rete, quanto basta per comprendere le 61 strade principali che attraversano il milanese, quelle più trafficate. La rumorosità delle stesse è ponderata in base al numero delle persone che sono esposte al rumore dei motori semplicemente perché abitano o lavorano negli immediati dintorni della carreggiata. Non è una rumorosità assoluta ma riconsiderata in base alle rumorosità (che può essere) percepita. 

I riferimenti di legge per discriminare tra strade virtuose e strade chiassose sono due. Nell’arco della giornata (mattina, pomeriggio e sera) il valore medio del rumore prodotto dal traffico non deve essere superiore ai 65 o ai 70 decibel, a seconda del tipo di arteria. Nelle ore notturne auto, moto e mezzi pesanti non possono sforare il limite dei 60 o dei 65 decibel, anche qui a seconda dei casi. Dalla mappatura condotta dalla Città Metropolitana emerge che 27.600 residenti nell’hinterland milanese, nell’arco della giornata, sono esposti a livelli di rumore superiori al limite minimo di 65 decibel. Quanto alle ore notturne, il traffico toglie il sonno a 15.500 cittadini dell’hinterland. Tanti sono quelli esposti ad una rumorosità media superiore al tetto dei 60 decibel. Qual è la strada peggiore di tutte, quella nei dintorni della quale è decisamente meglio evitare di prendere casa o aprire bottega? Giorno o notte non fa differenza: la peggiore di tutte è l’ex Statale dei Giovi, specie nella tratta sud. 

La classifica, allora. Lungo la Sp dei Giovi, versante meridionale, si contano 2.400 residenti esposti a rumori eccessivi nell’arco della giornata. Al secondo posto di nuovo lei, la Sp dei Giovi, stavolta per il tratto nord: in questo caso sono 1.400 i dannati dello scorrimento veloce. Terza piazza a parimerito per la Sp del Brembo, la Monza-Melzo e la Carugate-Pessano con 1.200 abitanti vittime del rombare dei motori. Quanto ai decibel da traffico nelle ore notturne, è di nuovo il tratto sud dell’ex statale dei Giovi a primeggiare: 1.800 residenti costretti a vivere pericolosamente oltre i 60 decibel. Quindi la Carugate-Pessano con 1.100 residenti esposti a rumori eccessivi. Al terzo posto ecco la Sp della Cerca con 900. Le misure di contrasto? Eccede il rumore non la fantasia: «regolamentazione del traffico e messa in sicurezza dei tratti stradali interni ai centri abitati», «individuazione di nuovi itinerari stradali provinciali capaci di decongestionare le strade con flussi veicolari più elevati» e la «realizzazione di barriere acustiche là dove gli spazi rendono possibile questo tipo di intervento».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net