Brescia, 18 novembre 2016 - Era stato multato per essersi avvicinato in auto ad una prostituta, ma il giudice di pace ha accolto il ricorso ed ha annullato la sanzione. Sotto accusa, l’ordinanza comunale che punisce chi viene pizzicato con le prostitute: 500 euro la multa, più il sequestro del mezzo se al volante c’è il proprietario. Secondo il giudice di pace, però, "un organo diverso dallo Stato non può disciplinare la lotta alla prostituzione perché ciò esula dai suoi poteri".

Inoltre, il giudice ricorda che la prostituzione sarà pure contraria al buon costume, ma non è un’attività illecita, per cui non si possono mettere regole, come ha fatto la Loggia, che "creino ostacolo o intralcio allo svolgimento di tale libertà se non mediante leggi statali, come si desume dai principi espressi da una sentenza della Corte Costituzionale". Esulta il Movimento per la partecipazione Cittadine Cittadini, che aveva presentato ricorso contro le multe per i clienti, convinti che si incentivi lo sfruttamento della prostituzione. "Chiediamo che la Polizia Locale operi nel rispetto della sentenza", scrive il presidente Francesco Catalano.

"L’Amministrazione comunale non ha intenzione di recedere da questo provvedimento – spiega l’assessore alla sicurezza e alla Polizia locale Valter Mucchetti – che di fatto riesce a contenere il fenomeno. Non risolveremo mai questa criticità, ma spesso i sindaci si trovano senza strumenti per limitare il degrado urbano. Ricorreremo in tutte le sedi per mantenere questo provvedimento: la motivazione della sentenza ci sembra fragile".