Bergamo, 7 novembre 2017 - «La sosta per le nazionali arriva al momento giusto, perché abbiamo bisogno di rifiatare. Ma alla ripresa avremo subito le trasferte contro Inter ed Everton e due partite a settimana fino a dicembre. Sapevamo che stagione ci aspettava». Gian Piero Gasperini archivia un nuovo ciclo da sette partite in tre settimane senza tracciare bilanci, ma con la soddisfazione per la qualificazione in Europa League praticamente in cassaforte. All’Atalanta basterà un pareggio in due partite per chiudere il conto, ammesso che l’Apollon Limassol sia in grado di vincere entrambi gli incontri a disposizione.

«In Europa League stiamo andando oltre le aspettative - fa notare Andrea Masiello a margine del premio Gioe a Viareggio -. Nel campionato tutti ci aspettavamo qualcosa di più, purtroppo abbiamo perso dei punti quando avevamo delle partite in mano». In effetti è così, la Dea in quest’ultimo mese ha conquistato sette punti, tutti in casa, restando nel limbo di metà classifica, al nono posto con 16 punti in coabitazione con Chievo e Fiorentina, staccata di tre punti dal settimo posto e di sette lunghezze dal sesto posto della Sampdoria.

Rispetto ad un anno fa, quando l’Atalanta alla dodicesima giornata aveva 22 punti, i bergamaschi ne hanno sei in meno, un calo fisiologico comprensibile per una squadra impegnata sul doppio fronte campionato/coppa europea. Senza contare le energie drenate dalle nazionali: anche questa tornata di spareggi e amichevoli ha dimezzato l’organico atalantino portando via Gomez, Freuler, Cornelius, Spinazzola, Berisha, Mancini, Orsolini e Vido. Gasperini ha più volte spiegato che il doppio impegno settimanale non deve essere un alibi. Ma è lo stesso mister nerazzurro a spiegare che da adesso «si dovrà privilegiare un po’ di più il campionato dove avremo partite più difficili, rispetto all’Europa dove ci attendono due partite di prestigio, con Everton e Lione». Fabrizio Carcano