Foppolo, 22 dicembre 2016 - Che l'inchiesta per l’incendio doloso, appiccato nella notte tra il 6 e il 7 luglio all’arrivo della seggiovia della Quarta Baita e Montebello, a Foppolo, fosse destinata ad allargarsi era solo una questione di tempo. Cinque mesi di indagine, un fascicolo aperto per incendio doloso e turbativa d’asta, e un blitz in Comune di carabinieri e finanza, con il pm Gianluigi Dettori (il 10 novenbre scorso) che coordina le indagini, e il sequestro di faldoni e incartamenti ritenuti importanti.

E si arriva così (2 dicembre) al nome del primo indagato, l’imprenditore Sergio Lima, 57 anni, di Gardone Valtrompia, ma residente a Lugano, socio di maggioranza della Gaffer, la società che ha vinto la gara d’appalto da 5 milioni e 187 mila euro per l’installazione di una cabinovia. Ex discesista, ex maestro di sci, ex direttore della stazione del monte Maniva, Lima è indagato per incendio doloso e turbativa d’asta. Si tratta di un personaggio conosciutissimo nel circuito degli impianti di risalita. In passato aveva lavorato anche a Foppolo con la sua società Snowstar.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se c’è collegamento fra il rogo di Foppolo e quelli che interessano due ditte bresciane che avevano avuto a che fare proprio con società riconducibili a Lima. Oltre a lui, c’è un «più uno» negli atti e si tratta del sindaco di Foppolo, Giuseppe Berera: secondo chi indaga sarebbe stato proprio il primo cittadino a gestire il bando “sospetto” per l’installazione della telecabina vinto dalla Graffer di Lonato del Garda. Lima ne aveva acquistato il 70 per cento delle quote una settimana dopo l’assegnazione. Un bando, secondo gli investigatori, tagliato su misura per far vincere proprio la società gestita da Lima, unica partecipante perchè la sola ad avere già un progetto pronto ad onta dei tempi ristretti imposti dalla gara.

Oltre al sindaco Berera, nella lista degli indagati ci sono altre due persone, una è una impiegata del comune di Foppolo che conosce molto bene la macchina amministrativa, e l’altro un avvocato bresciano. Quattro in totale anche se l’inchiesta potrebbe riservare ulteriori sorprese. Certo è che l’indagine, con tutte le conseguenze, per la valle e la stagione sciistica invernale, ha smosso l’opinione pubblica, in particolare quella di molti residenti che hanno iniziato a collaborare con gli inquirenti facendo sentire la propria voce. Inoltre sono stati acquisiti altri documenti con cui cercare di far luce sulla storia di questo bando. Per quanto riguarda il rogo alle seggiovie, la Procura è in attesa degli esiti dell’esame dei Ris su alcune tracce repertate. Il collegamento fra l’incendio e la presunta turbativa d’asta non ha per il momento il suffragio di elementi decisi. Il sospetto di chi indaga è che le fiamme siano state appiccate per velocizzare l’installazione della cabinovia e accelerare la gara d’appalto.