Sarnico, 8 maggio 2016 - Una scomparsa improvvisa e misteriosa. Una vicenda inspiegabile, che non trova risposte plausibili. Di tragicamente reale, ad oggi, c’è solo la scomparsa di Franco Fiorini, muratore bergamasco di 45 anni, di cui non si hanno più notizie dal 13 febbraio scorso, da quando cioè ha lasciato la sua abitazione di via Faletto, a Sarnico, ora posta sotto sequestro dalla magistratura. Un vero e proprio giallo, che ha mobilitato inutilmente centinaia di persone ed ora è sotto la lente degli inquirenti. Il sostituto procuratore Emanuele Marchisio, infatti, ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti per omicidio, anche se al momento nelle mani degli inquirenti non vi sono indizi utili.

Fiorini è stato cercato dappertutto, nel lago d’Iseo e tra i boschi. Inutilmente. La sua esistenza, costellata da diverse relazioni sentimentali, è stata passata al setaccio e non è emerso nulla che potesse giustificare una fuga volontaria, nè un gesto estremo, nè un delitto. Il figlio Federico, 19 anni, è sicuro che il genitore non si sia ucciso: «Tante cose non mi tornano. Io non riesco a credere che mio padre possa essersi tolto la vita». Qualche novità potrebbe emergere nei prossimi giorni, quando il legale di Federico Fiorini, l’avvocato Eleonora Galimberti, presidente lombarda dell’Associazione Penelope che si occupa di persone scomparse, depositerà in Procura gli esiti delle indagini difensive: «Sull’esito di tali indagini – spiega – non posso dire nulla. Ma siamo assolutamente d’accordo con l’ipotesi di omicidio formulata dal pm. Tutta questa vicenda, infatti, presenta contorni poco chiari, sui quali bisogna far luce. Abbiamo sentito molte persone che conoscevano Fiorini e speriamo di poter essere utili al sostituto procuratore». Il 13 febbraio è l’ultimo giorno in cui il muratore di Sarnico è stato visto: il figlio, che vive con la madre (dalla quale il muratore è separato), passato dall’abitazione di via Faletto per prendere un quaderno, aveva salutato il padre attorno alle 7,50 del mattino. «Era tranquillo - racconta il ragazzo - non mostrava alcun segno di nervosismo e mi ha salutato normalmente». Alle 8,30 Fiorini aveva un appuntamento con un conoscente di Sarnico, nel piazzale delle Poste, per compilare la constatazione amichevole relativa a un incidente avvenuto la sera prima, verso le 23. Ma a quell’appuntamento il muratore non si è mai presentato.

Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su questo conoscente, un uomo di 46 anni, sia perché ha raccontato ai carabinieri di aver avuto un debole per la donna che al momento dello scontro si trovava con Fiorini, sia perché un mese e mezzo dopo ha portato la sua Opel Meriva a far demolire. Sulla vettura vi erano tracce da cancellare? No, secondo gli investigatori: il demolitore ha confermato che sarebbe costato di più far sistemare l’auto, un vecchio modello, che non demolirla. Il telaio, in realtà, non è ancora stato distrutto, ma non è mai stato sequestrato. Anche questa pista, insomma, sembra approdare nel nulla. Ma allora, che fine ha fatto Franco Fiorini?