Rino Pruiti
Rino Pruiti

Buccinasco (Milano), 23 aprile 2018 - Una minacca ogni 16 ore, 537 atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali con un aumento del 153% da quando è stato stilato per la prima volta il rapporto, nel 2011. A mettere nero su bianco minacce e intimidazioni che subiscono gli amministratori, ci pensa Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie. Una rete che propone formazione e progetti contro le corruzioni e le infiltrazioni mafiose nei Comuni.

Ad aderire all’associazione sono le amministrazioni di tutta Italia (31 in Città metropolitana). Nell’elenco elaborato dal gruppo di Avviso Pubblico che pone l’attenzione sugli amministratori che hanno subito minacce, anche il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti (centrosinistra). Due gli episodi che lo hanno fatto entrare in classifica: il primo, il 5 luglio 2017, a poco più di una settimana dalle elezioni, spunta una scritta sui manifesti elettorali che ritraggono Pruiti: «Tu sei pericoloso, non Rocco», con chiaro riferimento al boss della ‘ndrangheta Rocco Papalia, tornato a Buccinasco un anno fa dopo 25 anni di reclusione. Sull’immagine di Pruiti, sulla fronte, era comparsa anche una croce, come un mirino.

A fine settembre, un altro episodio: un’auto viene data alle fiamme a pochi metri dall’abitazione del sindaco. Qualche settimana prima, sottolinea il documento di Avviso Pubblico, Papalia aveva chiesto al sindaco, tramite una lettera, di far calare il silenzio e di non parlare più di lui. «Ringrazio Avviso Pubblico per il prezioso lavoro che svolge – commenta Pruiti –. Il consiglio comunale ha deliberato all’unanimità l’adesione al sodalizio. Siamo in attesa di poter far parte della rete e portare il nostro contributo».

Il Comune di Buccinasco, infatti, non compare nella lista degli aderenti, pur «avendone fatto richiesta nel 2014», precisa Pruiti che attende risposta dall’associazione. Nell’elenco degli amministratori sotto tiro, anche il vicesindaco di Cesano Boscone, Mara Rubichi, che a fine maggio ha ricevuto sui social minacce di morte e offese sessiste dopo aver firmato il protocollo siglato con il ministro Minniti per l’accoglienza dei profughi.