I militari indagano su altre eventuali truffe commesse dall’impiegato
I militari indagano su altre eventuali truffe commesse dall’impiegato

Binasco (Milano), 8 giugno 2019 - «Ci è arrivata una lettera dalla compagnia telefonica dicendo che l’attivazione delle sim era andata a buon fine, con fatture da 800 euro al mese». Ma i contratti non erano mai stati stipulati. Vittime della truffa sono alcuni soci di un’agenzia di comunicazione di Binasco che si sono visti recapitare le missive con le fatture relative a dieci sim intestate alla società. E non solo: servizi aggiuntivi, giga in più, abbonamenti a internet, per un totale di 823 euro di fattura da saldare al gestore telefonico. «Abbiamo fatto presente al gestore con varie comunicazioni di non aver mai dato il consenso o firmato nulla», ricordano i soci che hanno riscontrato non poche difficoltà anche solo per provare a spiegare la situazione: «Ci hanno fatto sollecitare da un avvocato al pagamento, nessuno ci dava copia del contratto». Per risolvere la questione si è reso necessario contattare lo studio legale Zambonin che si è attivato per avere come prima cosa copia dei contratti.

Ed ecco la sorpresa: sui documenti erano state apposte firme falsificate e timbri della società che non corrispondevano a quelli reali. I soci hanno così deciso di sporgere querela contro ignoti ai carabinieri, contestando le firme palesemente false. Ci è voluto circa un anno di indagini per scoprire che l’autore dei contratti fasulli è un dipendente di una società partner del gestore telefonico, incaricato di procacciare nuovi clienti. Citato in giudizio dalla Procura, dovrà rispondere di sostituzione di persona e di tentata truffa. Alla fine, lo studio ha ottenuto l’annullamento ed è stata emessa una nota di credito.

«In casi come questi – spiega l’avvocato Francesca Zambonin – è importante agire tempestivamente per permettere alle autorità preposte di svolgere le indagini e rintracciare il colpevole. Nell’ambito del procedimento penale è anche possibile svolgere un’azione civile – chiarisce il legale dello studio – che permetta alla persona offesa di ottenere una condanna anche per la restituzione degli importi indebitamente sottratti». Potrebbero esserci altre persone vittime di questo tentativo di raggiro: le forze dell’ordine stanno indagando per fare luce sull’operato del truffatore.