La cerimonia di apertura di Rio 2016
La cerimonia di apertura di Rio 2016

Milano, 22 gennaio 2021 - Per ora è solo una "voce dal sen fuggita". Quanto basta, però, per preoccupare atleti e appassionati di sport di tutto il mondo. Le Olimpiadi di Tokyo, la cui cerimonia d'apertura è prevista per il 23 luglio, già saltate l'anno scorso a causa dell'emergenza Covid, potrebbero essere a rischio, oppure essere disputate senza pubblico. Il motivo? Ancora i timori legati al diffondersi dei contagi.

A riaccendere la scintilla ci ha pensato Dick Pound, ex nuotatore canadese e componente del Cio, il Comitato olimpico internazionale. L'ex atleta, 78 anni, ha affermato che la presenza degli spettatori al prossimo appuntamento a cinque cerchi non è più da considerare un "must" ma un "nice to have". Le dichiarazioni di Pound seguono un articolo del Times che citava presunte affermazioni di un anonimo funzionario del governo nipponico su un accordo implicito sull'impossibilità di far svolgere le Olimpiadi e la possibilità di un loro nuovo rinvio. Quell'indiscrezione era stata smentita dal governo di Tokyo in una conferenza stampa, negando l'esistenza di una qualsiasi intesa in questo senso. Sulla stessa linea si era posto anche il Cio.

 

Poi ci ha pensato Pound a gettare nuove ombre, non sull'organizzazione dell'evento ma sulla possibilità che venga celebrato a porte chiuse. "Nessuno può garantire con assoluta certezza che le Olimpiadi si svolgeranno come previsto - ha detto - Ci sono molti scenari al vaglio degli organizzatori, che vanno dalla completa esclusione del pubblico alla limitazione al solo pubblico giapponese. Sono tutte opzioni, alla fine si sceglierà la migliore basandosi sullo stato di rischio del momento".

Una posizione che fa eco alle dichiarazioni del membro Cio  le osservazioni diffuse dai media francesi di Tony Estanguet, capo del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Parigi 2024, anche lui favorevole ad una limitazione del pubblico, qualora necessario. 

A oggi il Giappone è sotto lo stato di emergenza dichiarato dal governo e valido in 11 delle 47 prefetture del Paese fino al prossimo 7 febbraio. Solamente nella capitale Tokyo, sede dei giochi olimpici, sono stati segnalati finora oltre 90 mila casi di infezioni sui 340 mila riscontrati nel paese con oltre 4700 decessi.