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17 mar 2022
17 mar 2022

Guerra in Ucraina, conflitto e trattative: a che punto siamo

La fine della guerra? Secondo Kiev entro dieci giorni, da Mosca filtra la data del 9 maggio

17 mar 2022
Soldiers walk in an empty street of Odesa on March 17, 2022. - Odessa, which Ukraine fears could be the next target of Russia's offensive in the south, is the country's main port and is vital for its economy. But the city of one million people close to the Romanian and Moldovan borders also holds a special place in the Russian imagination. (Photo by BULENT KILIC / AFP)
Soldati a Odessa
Soldiers walk in an empty street of Odesa on March 17, 2022. - Odessa, which Ukraine fears could be the next target of Russia's offensive in the south, is the country's main port and is vital for its economy. But the city of one million people close to the Romanian and Moldovan borders also holds a special place in the Russian imagination. (Photo by BULENT KILIC / AFP)
Soldati a Odessa

"Da pochi giorni a una settimana e mezzo": è questo l'orizzonte temporale entro il quale l'Ucraina punta ad arrivare ad un accordo di pace con la Russia, secondo quanto annunciato dal capo negoziatore di Kiev, Mikhailo Podolyak. Per Mosca, invece, sarebbe quella del 9 maggio la data a cui si comincerebbe a guardare come possibile indicazione per la conclusione dell'"operazione militare speciale" russa contro l'Ucraina. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti russe, ci sarebbe la ''ragionevole speranza'' che Vladimir Putin possa avere "interesse a far rientrare le truppe entro la fine di aprile".

Le date iniziano a circolare e i negoziati fra i Governi russo e ucraino stanno proseguendo, ma stanno continuando anche gli attacchi e i bombardamenti.  Secondo il bollettino diffuso dall'Alto Commissariato Onu per i diritti umani, sono almeno 780 i civili morti in Ucraina dall'inizio della guerra e altri 1.252 sono rimasti feriti. 

La ventiduesima giornata di conflitto è proseguita con nuovi pesantissimi attacchi alla città di Mariupol, nell'Ucraina meridionale,  che è stata quasi del tutto rasa al suolo e l'utilizzo di bombe a grappolo nella regione di Kharkiv. Attacchi violenti, che sono costati la vita a molte persone. La condanna della condotta delle truppe russe e delle atrocità ordinate dal Governo di Vladimir Putin è ormai praticamente unanime, ma il conflitto non si ferma.

Continuano, seppur a rilento, le trattative fra Russia e Ucraina. Anche se ancora una volta il dito è puntato contro la Russia che, secondo il segretario di Stato americano Antony Blinken, "non sta facendo sforzi significativi" nei negoziati con la controparte ucraina. Gli Stati Uniti, infatti, si dicono particolarmente scettici sulla reale volontà da parte della Russia di porre fine al conflitto. Crimea e Donbass sono le due regioni alle quali Volodymyr Zelensky sarebbe pronto a rinunciare in cambio di un cessate il fuoco e del ritiro delle truppe russe dal territorio ucraino. Le due fazioni sono, tuttavia, ancora decisamente lontane da un accordo e quindi è difficile ipotizzare un accordo di pace entro una decina di giorni. Difficile anche pensare che le truppe russe possano continuare a combattere fino al 9 maggio. La speranza è che si arrivi a un cessate il fuoco quanto prima, anche e soprattutto per salvare la vita dei civili.

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