Il ministero della Difesa nipponico ritiene che i due missili balistici sparati dal territorio nordcoreano siano caduti nella zona economica esclusiva del Giappone. Lo hanno riferito fonti del ministero all'emittente Nhk. In precedenza il governo di Tokyo aveva affermato che i due missili, sulla base delle prime informazioni, sembravano essere caduti all'esterno della zona economica esclusiva giapponese. L

'analisi dei dati successivi, hanno spiegato le fonti, suggeriscono che i due missili abbiano viaggiato per circa 750 chilometri con traiettorie irregolari a un'altitudine di circa 100 chilometri per poi cadere in mare. L'ultima volta che un missile balistico nordcoreano era caduto nella zona economica esclusiva giapponese risale all'ottobre 2019.

La Russia sta monitorando la situazione in Corea, dopo la notizia del lancio di missili da parte di Pyongyang nel Mar del Giappone. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, invitando le parti a evitare una escalation di tensioni, alla luce del fatto che Seul ha risposto indirettamente con il primo test di un missile balistico da lancio sottomarino. "Naturalmente, i nostri militari stanno monitorando la situazione nella regione molto da vicino", ha dichiarato Peskov, "come sempre invitiamo le parti a evitare azioni che possano aumentare le tensioni".

Sale la tensione tra le due Coree, che si sfidano a distanza nel giro di poche ore sul piano missilistico. La Corea del Nord ha lanciato due missili balistici nel Mar del Giappone, in quella che e' la seconda provocazione di Pyongyang in meno di una settimana, e a cui Seul ha risposto indirettamente con il primo test di un missile balistico da lancio sottomarino (Slbm). I due missili balistici nord-coreani sono stati lanciati dopo le 12.30, ora locale, dalla provincia centrale nord-coreana di Yangdok: i due proiettili hanno compiuto un volo di 800 chilometri raggiungendo un'altezza massima di 60 chilometri, secondo i rilevamenti del Comando Congiunto sud-coreano, prima di finire nel Mare del Giappone.

Il lancio e' avvenuto a soli due giorni dalla notizia dei test di un nuovo tipo di missili da crociera a disposizione di Pyongyang, e mentre il dibattito sulla Corea del Nord sembra riprendere quota: lunedi', a Tokyo, si sono incontrati i rappresentanti per la questione nord-coreana di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone, mentre oggi a Seul il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha avuto colloqui sia con il presidente sud-coreano, Moon Jae-in, che con il suo omologo, Chung Eui-yong. Il doppio lancio di Pyongyang e' stato definito "oltraggioso" dal primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, il primo a commentare la provocazione di Pyongyang, e una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Forti critiche sono arrivate anche dagli Stati Uniti. Il doppio lancio, ha sottolineato il Comando Usa dell'Indo-Pacifico in una nota, pur non essendo una "minaccia immediata" agli Stati Uniti e ai suoi alleati, "evidenzia l'impatto destabilizzante del programma di armi illecito" della Corea del Nord.

Il presidente sud-coreano Moon Jae-in, invece, ha deciso di convocare i vertici del Consiglio di Sicurezza Nazionale, ma prima ha assistito al test, avvenuto "con successo", del primo Slbm sviluppato dalla Corea del Sud, che pone il Paese asiatico in un elenco ristretto di sette nazioni che hanno gia' a disposizione questa tecnologia (assieme a Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e India, e con la Corea del Nord che rivendica un simile risultato dopo i test compiuti in anni recenti). Il nuovo Slbm avra' un "grande ruolo" nello stabilimento della pace nella penisola coreana, ha sottolineato in una nota il palazzo presidenziale di Seul, e rappresenta un "sicuro deterrente alle provocazioni nord-coreane". Chi smorza i toni, invece, e' la Cina, che vuole la ripresa del dialogo con Pyongyang e che e' tornata a chiedere moderazione sulla questione nord-coreana. Da Pechino, il portavoce del Ministero degli Esteri Zhao Lijian ha invitato per la seconda volta in pochi giorni alla calma sulla questione nord-coreana, dopo le critiche di Stati Uniti e Giappone ai test compiuti dal regime di Kim Jong-un nel fine settimana, che non rappresentavano - al contrario dei lanci di oggi - una violazione esplicita delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il test odierno di missili balistici e' il primo effettuato dalla Corea del Nord da marzo scorso, e giunge al termine di un periodo di rapporti sempre piu' difficili con Seul. Dopo la riapertura della linea diretta di comunicazioni tra le due Coree, Pyongyang e' rimasta silente e ha ripreso la produzione di plutonio per le armi nucleari dal reattore della centrale di Yongbyon, secondo un recente rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea).