Virtus Segafredo Bologna - A|X Armani Exchange Milano
Virtus Segafredo Bologna - A|X Armani Exchange Milano

Milano - La finale contro la Virtus Bologna rimane un incubo per l'Olimpia Milano. Anche il terzo tentativo, dopo quelli del 1979 e del 1984, va a vuoto. Questa volta nel modo peggio perchè alla Segafredo Arena si completa quello che fino ad una settimana fa sembrava davvero imponderabile.

Milano si ferma di fronte alle V nere, staccando l'interruttore in questa finale dopo una stagione memorabile fino ad inizio giugno. Domattina si sveglierà e invece capirà che questi 7 giorni non sono stati un incubo, ma la realtà. Lo scudetto rimane lontano da Milano, l'Armani ci dovrà riprovare la prossima stagione. "Abbiamo disputato una stagione di altissimo livello, vinto due trofei, arrivati ad un tiro di distanza dalla finale di Eurolega, è evidente che invece in queste finale eravamo totalmente scarichi fisicamente e mentalmente - dice coach Messina - ci siamo piantati come i cavalli. Ora da lunedì iniziamo a lavorare per compiere l'ultimo passo ed essere ancor più pronti nella prossima stagione".

Se Milano si è bloccata, la Virtus ha completato la sua metamorfosi vincente. Bravissima a passare nel giro di poco più di un mese dai 107 punti subiti in casa che sono costati l'accesso all'Eurolega alla perfezione di questi giorni in cui non hanno lasciato uno spazio libero che sia uno. L'Olimpia, sfiorita anche nei colori con maglia bianconera e sopramaglia verde, ha finito la sua stagione a Colonia. La splendida realtà si è totalmente dissolta senza il suo giocatore-capo che l'ha riportata nelle vette europee, quel Sergio Rodriguez, apparso davvero sulle gambe, con 2/10 al tiro e grande confusione. I 19 punti di squadra nella ripresa lo specchio di un'Olimpia sepolta dall'energia profusa da Bologna. L'unica stilla di energia di tutta la squadra è stata capitan Cinciarini, rimasto seduto fino a questo match, a partire dai due assist e la tripla piazzati per l'unico allungo milanese sul 19-27 all'11'. I

l manifesto della Virtus invece è Alessandro Pajola, playmaker classe 1999. E' lui che cancella il "Chacho" in difesa, riuscendo anche a dirigere l'orchesta in attacco. Così ispira il 13-0 che rimette i suoi sulla strada giusta (32-27). L'unica reazione milanese arriva con il sorpasso di Shields al 20' (41-43), ma alla ripresa del gioco, Milano è come se non si presentasse. La Virtus sorpassa al primo tiro con Weems (44-43) e da lì non si guarda più indietro. Sulla sirena del 30' l'Mvp Teodosic realizza da 3 (55-51), poi Belinelli fa il bis un attimo dopo (58-51). E' la spallata definitiva, l'Olimpia ha terminato la corsa. La Virtus Bologna, dopo un'attesa durata vent'anni, ritorna sul trono d'Italia. Milano china il capo. 

SEGAFREDO BOLOGNA-ARMANI EXCHANGE MILANO 73-62 (19-24, 41-43; 55-51)
Bologna: Belinelli 15, Pajola 8, Alibegovic 6, Markovic 7, Ricci 5, Adams ne, Hunter 6, Weems 14, Nikolic ne, Teodosic 10, Gamble, Abass 2. All. Djordjevic
Milano: Punter 11, LeDay 2, Micov, Moraschini, Rodriguez 8, Biligha, Cinciarini 5, Shields 16, Brooks, Hines 10, Datome 10, Wojciechowski. All. Messina
Note. Tiri da 2: BO 15/38, MI 14/30; tiri da 3: BO 12/32, MI 5/21; tiri liberi: BO 7/9, MI 17/21; rimbalzi: BO 35 (Pajola 5), MI 42 (Shields 10); assist: BO 16 (Teodosic 6), MI 12 (Rodriguez 3).