Milano, 9 luglio 2018 - Via i mercanti dal tempio. È la speranza dei tifosi del Milan, che oggi saluteranno per la prima volta la squadra di Gattuso in un’atmosfera ben diversa da quella respirata appena dodici mesi fa. Allora un colpo alla settimana ad infiammare la folla (e 5mila anime ad abbracciare Montella e soci al raduno), ora un senso di mestizia e disarmo (atteso un numero ben inferiore, anche per le grane legali di alcuni massimi esponenti della Curva Sud). Pesa il caos attorno a Yonghong Li. Il presidente rossonero, disperato, prova il colpo di coda per cedere il Milan in extremis e liquidare Elliott con 415 milioni, per evitare il contenzioso legale in Lussemburgo e il pignoramento del club per insolvenza. L’ultima indiscrezione, dopo l’interesse di un principe saudita, riguarda un blitz a Londra di Dmitrij Rybolovlev, importante uomo d’affari russo con un patrimonio da 6,8 miliardi di euro (e divorzio dalla moglie costato mezzo miliardo) e proprietario del Monaco, per chiudere l’affare, dopo i primi abboccamenti datati a marzo. Dal Milan, sussurrano, si possa firmare già stanotte un accordo preliminare ma appare improbabile che tutti i pezzi del puzzle combacino in così poco tempo.

Sempre Jorge Mendes. Potrebbe però essere troppo tardi. Elliott considera scaduto l’anticipo di 32 milioni e questa mattina alle 9 partirà l’iter per l’escussione del pegno, una trafila che potrebbe durare circa una settimana. In più il fondo americano, da quanto filtra, avrebbe una sorta di veto per la cessione di quote del Milan e, a questo punto, sarebbe deciso a rilevare il club, avendo ormai mosso le risorse dal Deleware per il piano di gestione. Un braccio di ferro tra clausole e commi, in cui i legali delle due parti sono al lavoro per trovare il cavillo adatto nei contratti stipulati. Ad aver fatto da tramite tra Fassone e Rybolovlev, dopo una cena a Montecarlo in cui è balenata questa idea, sarebbe stato il solito Jorge Mendes: dopo aver portato André Silva al Milan la scorsa estate – ed essere il padrone nemmeno troppo occulto del mercato di Wolverhampton, Valencia e proprio Monaco – vorrebbe mettere le proprie mani sul Milan. Per valorizzare i propri assistiti in una piazza ben più blasonata.

L’agente portoghese aveva già provato a coinvolgere due anni fa il fondo colosso Fosun ma alla fine Fininvest aveva preferito consegnare il Milan a Yonghong Li. Sullo sfondo restano però altri soggetti interessati: Rocco Commisso, incerto se trattare con Li oppure direttamente con Elliott («sono ancora in gioco, sia con uno che con l’altro, ma non dipende da me la conclusione dell’affare»); la famiglia Ricketts e Stephen Ross, che da tempo trattano direttamente con il fondo americano. È la settimana decisiva per il passaggio di proprietà: e il Milan si raduna senza sapere chi pagherà gli stipendi il mese prossimo.