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29 apr 2022

Un altro lupo investito alle porte di Milano

È stato trovato a Castano Primo, pochi giorni dopo il ritrovamento sulla super tra Noviglio e Binasco. Analisi in corso in via Celoria

simona ballatore
Cronaca
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Lupo investito alle porte di Milano

Milano, 30 aprile 2022 - «C’è un animale a bordo strada, è stato investito: sembra un lupo". Ed era un lupo sì, il secondo trovato morto a distanza di una manciata di giorni alle porte di Milano. Il primo era stato recuperato dal Nucleo Ittico Venatorio della Città Metropolitana all’inizio del mese, il 6 aprile, sulla superstrada Noviglio-Binasco, accanto al guardrail.

L’ultimo a Castano Primo, lungo la via per Vanzaghello. Ad allertare la sede distaccata dell’Ats era stata una cittadina, incredula. Per fugare ogni dubbio l’Ats aveva a sua volta chiamato il Niv affinché portasse la carcassa in via Celoria, dove c’è l’istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, per l’autopsia e le analisi del caso. "Era proprio un lupo – esclamano gli agenti di Città Metropolitana – e il fatto che sia il secondo in zona, in pochi giorni, per noi è un fatto eccezionale. Anche perché non ci era mai capitato di imbatterci in questa specie prima di aprile".

Per entrambi i lupi non c’è stato nulla da fare: sono morti a causa delle ferite riportate nell’impatto con un veicolo. Tre anni fa un altro lupo era invece finito nella Darsena di Milano: in quel caso i vigili del fuoco erano riusciti a soccorrerlo e a salvare quello che inizialmente pensavano fosse un cane lupo cecoslovacco e che è stato poi ribattezzato “il lupo Ambrogio“. Una volta rimesso in forze, era stato liberato in natura, sugli Appennini, con un radio-collare per studiarne i movimenti. Dall’anno successivo, però, dell’esemplare si son perse le tracce. Che sia lui l’ultimo lupo investito? Per il momento resta il mistero, solo l’autopsia potrà dirlo, confrontando i Dna.

Intanto ci si continua a imbattere in animali selvatici che si avventurano o si perdono in città. Sempre dalle acque nel Naviglio Grande è stato salvato ieri anche un capriolo che stava per affogare tra Gaggiano e Trezzano sul Naviglio. In prima linea il comando provinciale dei vigili del fuoco e i sommozzatori, che hanno raggiunto l’ungulato, un giovane maschio, per affidarlo alle mani degli agenti del Niv: l’hanno liberato nel parco del Ticino, a Magenta, visto che era in buona salute. È il terzo recuperato nel giro di tre giorni per il Nucleo Ittico Venatorio della Città Metropolitana. Il giorno prima gli agenti (che ogni anno soccorrono in media 250 animali nei 132 comuni dell’hinterland) erano intervenuti insieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri di Binasco a Zibido San Giacomo, nel Naviglio Pavese; il terzo capriolo in difficoltà si trovava a Morimondo.

"Questa è la “stagione“ dei caprioli – spiegano dal Niv –, ogni giorno riceviamo chiamate perché si mettono in pericolo o diventano un pericolo per gli automobilisti". E mentre è andato a buon fine anche il salvataggio di un falchetto a Inzago e di un airone grigio, che era rimasto impantanato nel Lambro ed è stato salvato da una ragazza e dal suo cane, è stato segnalato anche un daino investito nel Milanese. Nonostante le ricerche non è stato ancora trovato. Potrebbe essere riuscito a riprendere il cammino.

 

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