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18 mar 2022

Emergenza Ucraina, Bertolaso in Polonia per i bambini malati

Il coordinatore del Comitato regionale con Areu per portare in Lombardia i minori minacciati dalla guerra

Il coordinatore della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, Guido Bertolaso in occasione della conferenza stampa indetta a palazzo Lombardia. Milano 20 Settembre 2021.
ANSA / MATTEO BAZZI
Guido Bertolaso

Milano, 19 marzo 2022 - «Ho visto i disegni dei bambini ucraini ospitati nei centri di accoglienza in Polonia. Tutti esprimono il desiderio di tornare nel loro Paese. Questo è il loro e anche il nostro auspicio, rispetto a un popolo martoriato che sta trovando una solidarietà eccezionale, dall’Italia e dall’Europa". Queste le parole di Guido Bertolaso, coordinatore del “Comitato esecutivo per l’emergenza ucraina“ della Regione Lombardia. Parole proferite dalla località polacca di Rzeszòw, non lontano dal confine con l’Ucraina.

Bertolaso, infatti, è andato in Polonia al seguito di una missione coordinata da Areu – l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza – che ha lo scopo di potare a compimento l’evacuazione dei bambini ucraini malati. "Sono venuto qui, con un team di tecnici di Areu – ha spiegato Bertolaso – per rendermi conto personalmente dei problemi e capire cosa realmente stia accadendo sulla frontiera tra Polonia e Ucraina. Quando c’è un’emergenza è mia abitudine andare sul posto. Solo così si può capire la situazione e mettere in pratica le misure più efficaci".

«Ci sono 8 passaggi di confine tra Polonia e Ucraina – ha aggiunto il coordinatore del comitato esecutivo regionale –. Appena attraversata la frontiera, le persone vengono trasportate verso i centri di accoglienza a una decina di chilometri dalla frontiera. La stragrande maggioranza delle persone che scelgono l’Italia lo fa perché qui hanno conoscenze, amici e parenti. Difficile che qualcuno voglia venire da noi senza avere contatti in Italia". Secondo il coordinatore lombardo "è assolutamente fattibile fare una programmazione degli arrivi. Se tutti vorranno collaborare e si coordineranno davvero a livello di Regioni, Comuni, Prefetture ed enti del terzo settore, potremo programmare facilmente gli arrivi" dei profughi dall’Ucraina, in modo da garantire loro al momento dell’arrivo "un’organizzazione che in pochi minuti li registra, li accoglie, li identifica, li tampona se serve e poi li trasferisce nei centri in cui devono andare".

A tal proposito la macchina dell’accoglienza in Regione Lombardia nel frattempo si muove ad ampio raggio. Giovedì è stato attivato l’hub del sottopasso Mortirolo della Stazione Centrale a Milano, alla presenza della vicepresidente Letizia Moratti (Welfare) e degli assessori Pietro Foroni (Protezione civile) e Claudia Maria Terzi (Trasporti). È poi in funzione anche l’hub a Bresso (provincia di Milano). "Stiamo mettendo a punto l’orchestra, in modo che tutto funzioni al meglio per alleviare al massimo le sofferenze di queste persone" ha fatto sapere Bertolaso.

Al momento sono oltre 11mila le persone giunte in Lombardia dall’Ucraina per sfuggire alla violenza dell’invasione russa. Maggioritaria la percentuale di donne e di bambini. Più del 40% dei profughi approdati nella nostra regione ha meno di 18 anni, come ha fatto sapere la Moratti dai locali del punto di accoglienza appena aperto nel sottopasso Mortirolo. Pochi quelli che si fermano nei centri allestiti dal Comune e dal terzo settore. Come sottolineato anche da Bertolaso, la maggior parte dei profughi raggiunge parenti o amici già residenti a Milano e provincia o nel resto della Lombardia. Proprio per questo i ricongiungimenti sono attualmente semplificati e agevolati.

 

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