Il presidente  Yuri Camoni con il sindaco Silvana Centurelli.
Il presidente Yuri Camoni con il sindaco Silvana Centurelli.

Trezzo sull'Adda (Milano), 10 giugno 2019 - Allo stadio "La Rocca" è arrivato anche il neosindaco Silvana Centurelli per la seconda festa in quindici giorni: dalla vittoria elettorale alla promozione in Serie D della Tritium. Anche lei, come giocatori e dirigenti, indossava la maglietta celebrativa:Non succeDe ma se succeDe , è successo...”, con tanto di gufetto che impugna il logo della Tritium. Scaramanzia d’obbligo per un’impresa sportiva non da tutti: tre campionati vinti, tre promozioni consecutive, dalla Prima Categoria alla Promozione, all’Eccellenza, alla Serie D, a tre anni dalla ripartenza dopo il doloroso fallimento del 2014 e la discesa negli inferi del calcio. E dunque tutti con le tre dita alzate, al termine di un finale playoff che ha riservato qualche brivido ai cuori biancazzurri. Due a zero per la Tritium all’andata, in Friuli, sul campo del Brian Edmondo, 1-0 per gli ospiti al ritorno. Tanto è bastato, mai sconfitta fu più dolce a Trezzo.

«Ci abbiamo creduto e ce la siamo meritata tutta», esulta il presidente Yuri Camoni, accanto a un felicissimo ds Gianluca Leo e all’allenatore Marco Sgrò, mentre i giocatori si arrampicano sulla traversa e i tifosi, ben 1.300 ieri sugli spalti, accendono fumogeni ed esplodono fuochi d’artificio in cielo. «Siamo felicissimi, al settimo cielo – si emoziona Sgrò, un passato da calciatore nell’Atalanta -. Eravamo una neo promossa, l’obiettivo di inizio stagione era di far bene, ma mai ci saremmo immaginati di lottare per la promozione. Andando avanti, abbiamo visto che era possibile e ce la siamo giocata fino alla fine». «Per me è la seconda promozione consecutiva – aggiunge -. Questa è dedicata a tutti i giocatori che se la sono meritata». E ora che succederà a Trezzo? Già oggi l’allenatore si siederà al tavolo con la dirigenza per discutere del futuro: «Devo parlare con il presidente – conclude Sgrò - ma la volontà di proseguire quest’avventura c’è».