Il masso che ha sfondato il vetro
Il masso che ha sfondato il vetro

Cernusco sul Naviglio (Milano), 12 novembre 2017 - «Chi si è macchiato di questo gesto tremendo, si faccia avanti e si consegni alla giustizia». Ermanno Zacchetti, sindaco di Cernusco, lancia un doppio appello: a chi, giovedì notte, ha lanciato il sasso dal terrapieno sulla Provinciale, provocando l’infarto di Nilde Caldarini, e ad eventuali testimoni. «Chi crede di avere visto qualcosa che potrebbe aggiungere elementi rilevanti alle indagini febbrili di queste ore, vada subito in caserma». Il primo cittadino ha diffuso il video ieri pomeriggio. Poche parole per fare luce sulla morte della volontaria 62enne, stroncata da malore, dopo che la pietra ha sfondato il parabrezza dell’auto sulla quale, insieme ad altri quattro amici, rientrava da un incontro di preghiera.

La sua fine così tragica, così assurda «ci ha lasciato tutti sgomenti», dice Zacchetti. Già venerdì, poche ore dopo il drammatico incidente, sulla città era calato un velo di tristezza. Chi scrive sui social network ha già chiuso l’inchiesta. Per i cybernauti manca solo il nome del colpevole. Gli investigatori sono concentrati sulla barriera anti-rumore alta 5 metri, usata per fare il tiro al bersaglio. I residenti temono che «adesso potrebbe diventare una moda», eppure fino a poche ore fa la montagnetta ricoperta d’erba non aveva mai attirato l’attenzione di nessuno. Ma è cambiato tutto. I carabinieri di Cassano cercano immagini di telecamere che possano fornire una traccia del responsabile. Prima del punto del lancio, c’è una villa videosorvegliata. E interrogano testimoni.

Sono stati passati al setaccio tutti gli appartamenti di via Merini, il quartiere-dormitorio di fronte al quale si è conusumata la sequenza mortale. L’impiegata 62enne era uscita incolume dalla sassaiola, come il resto della comitiva, non era ferita, è morta per il tremendo choc che le ha causato un arresto cardiaco, quando ha visto la pietra di un chilo caderle ai piedi, sul tappetino della macchina. Gli inquirenti confidano nel fatto che qualcuno abbia visto qualcosa e non abbia ancora avuto il coraggio di rompere il silenzio. Magari nel sottopassaggio insozzato dai writer che porta al terrapieno. E’ proprio dal piccolo tunnel nascosto tra i cespugli che potrebbero essere arrivato il branco di giovani arrabbiati o annoiati. L’ipotesi che prende forma è che il folle gioco sia opera di un gruppetto di minorenni.

Il sindaco, chiunque sia stato, li invita a riparare «assumendosi le proprie responsabilità». Parole che tutti sottoscrivono sul Naviglio. Ma più ore trascorrono, più la situazione si complica. Lunedì, la Scientifica analizzerà l’auto con la quale i volontari rientravano da Pontirolo Nuovo, nella Bergamasca, mentre sul corpo di Stella verrà effettuata l’autopsia. Il pm Silvia Bonardi ha aperto un fascicolo per morte come conseguenza di un altro reato, ma l’imputazione potrebbe cambiare.