Legnano (Milano), 29 giugno 2018 - Si parte. Da questa sera fino a domenica 8 luglio l'isola del Castello sarà invasa da decine di migliaia di persone per un'edizione del Rugby Sound che avrà l'obiettivo di superare quota 45.000 spettatori. Tanti, infatti, sono stati quelli registrati nella passata edizione, la prima legnanese dopo le moltissime a Parabiago, dove il festival musicale è nato e cresciuto. Simone Brioschi è uno dei "ragazzi del rugby" che da anni mettono il loro impegno e la loro passione al servizio del pubblico organizzando il Il Rugby Sound festivalRugby Sound. 

Brioschi, quale obiettivo di pubblico vi aspettate per questa edizione?

"Non abbiamo obiettivi. Speriamo di arrivare il più in alto possibile. Puntiamo ad eguagliare le 45.000 presenze dello scorso anno e magari anche a superarle. Anche se il palinsesto milanese presenta eventi come gli IDays, che sono rassegne incredibili e che non possono che farci concorrenza".

Accostare il Rugby Sound ad eventi come gli IDays che sensazione vi dà?

"Sicuramente fa venire i brividi. Fermarsi a pensare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati oggi fa venire la pelle d'oca. Questo però è un po' lo spirito di noi rugbisti: dobbiamo sempre dare sostegno e andare avanti. L'indimenticato presidente del Rugby Parabiago, Pietro Dallù, scomparso poco tempo fa, lo diceva sempre. Il suo detto era: "Andare sempre caparbiamente avanti". E noi seguiamo il suo esempio".

Quanto sforzo organizzativo c'è dietro questa dieci giorni di musica ed eventi?

"Tanto. Non è facile. L'organizzazione del Rugby Sound 2018 è iniziata il giorno dopo la fine dell'edizione del 2017. Lavoriamo tutti un anno intero per questo festival. Abbiamo persone che ci aiutano, come ad esempio la Shining Production senza la quale non riusciremmo a fare nulla, ma più passa il tempo e più la burocrazia si complica e quindi è necessario concentrarsi anche su questi aspetti”. 

Quando avete capito che avreste potuto fare il salto di qualità?

“Nell’edizione 2012, quando abbiamo iniziato a collaborare con Shining. Quello è stato l’anno della svolta. Da lì abbiamo iniziato ad alzare il tiro: ogni anno dobbiamo dare sempre di più, il pubblico ce lo chiede”.

 

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