Stefano Tsitsipas (a sinistra) con Marco Bortolotti
Stefano Tsitsipas (a sinistra) con Marco Bortolotti

Lecco, 22 gennaio 2019 - Il futuro del tennis mondiale è passato da Lecco due anni fa. Già perché Stefanos Tsitsipas, “castigatore” di Roger Federer agli Australian Open, nel 2016 aveva trionfato al torneo ITF organizzato dal circolo bluceleste. Cresciuto nel mito del fuoriclasse svizzero, battuto qualche giorno fa agli ottavi di Melbourne, il greco è ufficialmente entrato nel gotha del tennis mondiale. Un passaggio di consegne tra lui e Federer? È ancora presto dirlo, però è evidente la somiglianza tecnica tra i due giocatori. Pure gli astri sono coincidenti, essendo nati entrambi sotto il segno del Leone. Ma torniamo al mese di maggio del 2016, quando Tsitsipas si presentò al via del torneo organizzato dal TCL con le stimmate del predestinato. Lo ricordiamo disinvolto, sorridente e felice di giocare a Lecco, città che lo aveva colpito per le sue bellezze. I soci del Tennis Club Lecco, grandi esperti di racchetta, preannunciarono un destino radioso per quel ragazzo biondo, tecnicamente “educato” e capace di accendere le partite con irresistibili discese a rete. Una settimana prima aveva vinto il prestigioso Bonfiglio uno dei più importanti tornei Under 18 a livello mondiale.

A Lecco dimostrò sin nei turni iniziali le proprie qualità, calamitando il pubblico attorno al campo dove si esibiva . In semifinale il baby fenomeno ellenico, seguito da papà Apostolos, sconfisse per 6- 2 6-3 il palermitano Claudio Fortuna, al termine di un match che rasentò la perfezione. L’incontro per il titolo - allora il quarto a livello internazionale – lo vide opposto al solido emiliano Marco Bortolotti (battuto 7-6 7-6), che si era fatto largo eliminando in semifinale l’idolo di casa Lorenzo Frigerio per 7-5 6-1. Tribune gremite e sole scintillante furono la cornice di quel match disputato sabato 28 maggio 2016 sulla terra rossa del campo dedicato a Domenico Todeschini.