Virginio Brivio e Giovanni Fornoni, segretario Pd

Lecco, 6 novembre 2018 -  Mancano i numeri in maggioranza, salta la seduta di Consiglio comunale di Lecco e la poltrona da sindaco di Virginio Brivio traballa sempre di più e non è per nulla scontato che il primo cittadino arrivi sino alla fine del suo secondo mandato al 2020. A far saltare il banco, anzi l’assise consigliare, sono stati ieri i consiglieri dem. Non si sono infatti presentati in aula a Palazzo Bovara la vicepresidente del Consiglio municipale Angese Massaro, Anna Niccolai, Stefano Angelibusi, Elena Villa e Vittorio Gattari, tutti del gruppo del Pd. Aller opposizione non è parso vero e così, quando hanno realizzati che le cifre non tornavano, si sono alzati pure loro per disertare l’assise e far mancare il numero legale.

Senza i cinque democratici al loro posto e senza i rappresentanti delle liste di minoranza disposti a fungere da stampella ai colleghi delle compagni di governo, non è rimasto altro che tornarsene tutti a casa, rimandando l’ingresso in politica del neo consigliere Luigi Rosci che avrebbe dovuto subentrare a Roberto Nigriello fresco di nomina ad assessore. Tra i provvedimenti all’ordine del giorno c’erano il Piano del diritto allo studio, alcune nomine e il Piano delle alienazioni.

Due assentigiustificati per gravi motivi indipendenti dalla loro volontà a parte, non è chiaro se gli altri tre desaparecidos abbiamo disertato il Consiglio apposta per protesta contro il recente rimpasto in Giunta oppure semplicemente per altri impegni. Il risultato tuttavia non cambia: il sindaco è apparso debole e lasciato solo dai suoi mentre la maggioranza ha fornito l’impressione di perdere pezzi e non reggere più. «Un pezzo per volta e il Partito democratico ormai non esiste più», commenta laconico Filippo Boscagli del Nuovo centro destra.