Camera vista lago, dopo il boom estivo i turisti scarseggiano. Ma arrivano le feste

Lecco, dopo i mesi di novembre e dicembre completamente sottotono la ripresa dei visitatori spinti da meeting aziendali e week-end romantici

Turismo sul lago

Turismo sul lago

Ospiti e commensali per Natale e le feste comandate tornano ad albergare e accomodarsi a tavola anche nelle stanze degli hotel e nei ristoranti che si affacciano sul lago di Como. I mesi di novembre e dicembre e il periodo di avvicinamento alle vacanze invernali invece sotto stati sottotono. "Il deserto dei Tartari", ironizza ma nemmeno troppo Fabio Dadati, 59 anni, ex assessore della Provincia di Lecco, presidente di Lariofiere e imprenditore del settore ricettivo e della ristorazione con il boutique hotel La Casa sull’Albero a Malgrate, il quattro stelle Promessi sposi e il bistrot da Giannino a Malgrate.

"Credo che per la prima volta da dopo la pandemia da Covid sui consumi pesi l’impatto dell’inflazione e la crisi economica per il contesto politico internazionale", prosegue. Cene e meeting aziendali, piuttosto che week end romantici, hanno comunque aiutato, sebbene non come in passato. Almeno il giorno di Natale e durante le feste comandante, veglione San Silvestro e pranzo di Capodanno comprese, la situazione dovrebbe migliorare.

«Confrontandomi pure con i colleghi, non sarà certamente da tutto esaurito, ma dovremmo riuscire a recuperare e per gennaio abbiamo buone sensazioni – prosegue l’albergatore e ristoratore –. I clienti sono sia italiani, sia stranieri. Ci sono coppie e ci sono famiglie". Dopo un’estate da record, Fabio Dadati guarda con attenzione al trend sul lago di Como: "Il mood, le mode e i gusti cambiano – spiega –. Sul lago di Como il livello dei turisti è di fascia medio-alta. I turisti non soggiornano certo negli hotel per le escursioni in giornata sulle montagne della zona né per sciare in Valsassina. Vengono qui per visitare Bellagio, Como, Menaggio, Cernobbio. Per reggere sulla distanza dobbiamo saperci continuamente riposizionare".

Di fronte, sull’altra sponda del lago rispetto a Malgrate, a Varenna, il collega Severino Beri, presidente di Federalberghi lecchese e direttore del Royal Hotel e dell’hotel Villa Cipressi di Varenna, ha invece chiuso direttamente i battenti delle stretture che gestisce. "Il lago di Como non è propriamente una meta invernale – racconta –. La spesa non vale l’impresa, soprattutto per quanto riguarda le strutture più grandi e quindi costose da mantenere. In ogni modo mi sembra che di persone ce ne siano in giro, sebbene si tratti di turisti di giornata e di passaggio. Dalle nostre parti di questi periodi c’è sicuramente più movimento in montagna che al lago".