Operai al lavoro sul ponte
Operai al lavoro sul ponte

Paderno d'Adda (Lecco) 10 febbraio 2019 – Perché il ponte San Michele tra Paderno d’Adda e Calusco sia stato chiuso all’improvviso allo scoccare della mezzanotte tra il 14 e il 15 settembre scorsi non si sa ancora, come soprattutto non si sa perché nessuno sia intervenuto per tempo per scongiurare la serrata.

Il senatore comasco eletto tra le fila di Fratelli d’Italia nel collegio di Lecco Alessio Butti ha provato a chiederlo tramite un’interrogazione parlamentare, ma non ha ricevuto risposta, nemmeno dal viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi che ha affrontato la questione a Palazzo Madama. «Non intendo assolutamente polemizzare né suscitare allarmismi - spiega lui -. Mi pare però evidente la reticenza nel fornire risposte rispetto alla responsabilità da parte dei vertici di Rfi che, nonostante gli esiti preoccupanti di un’indagine commissionata ormai 4 anni fa, non hanno compiuto nulla per ripristinare subito tutti gli elementi deteriorati come invece si erano raccomandati gli esperti. La sicurezza è requisito fondamentale delle infrastrutture, l’imperizia ha già seminato vittime in provincia di Lecco con il crollo del cavalcavia di Annone Brianza». Il senatore avverte anche che ad oggi negli atti ufficiali non solo non si trova traccia dei motivi per il quale è stato chiuso il San Michele e degli eventuali rischi corsi da migliaia di automobilisti e pendolari che lo attraversavano, ma neppure di possibili ponti alternativi.

«Non solo non c’è traccia di atti concreti, non c’è proprio la più vaga idea – sostiene -. Né ora né mai». Intanto però i lavori per riaprire il ponte almeno a pedoni e ciclisti entro fine marzo proseguono. In settimana dal Pirellone è giunto il via libera unanime dai consiglieri regionali della VIII Commissione permanente Agricoltura all’autorizzazione in deroga al regime del Parco regionale Adda Nord per la realizzazione di piste di cantiere per accedere alle strutture della storica opera. «Ciò ci consentirà di iniziare le fasi di rinforzo degli elementi di controvento di sostituzione delle chiodature deteriorate con bulloni e di rinforzare i montanti, così da ripristinare la viabilità ciclopedonale», spiegano da Rfi.