Bulciago, Mamma Isis torna in libertà: “Voglio riabbracciare i miei quattro figli”

Alice Brignoli, condannata per terrorismo, il 2 gennaio lascerà San Vittore. I ragazzini, assegnati a una comunità, hanno ancora contatti con lei. Il sindaco di Bulciago: "Spero possano essere di nuovo una famiglia"

Alice Brignoli e tre dei suoi quattro figli

Alice Brignoli e tre dei suoi quattro figli

BULCIAGO (Lecco) – Mamma Isis sarà presto libera. Sta terminando di scontare la sua pena Alice Brignoli, la 45enne comasca che nel febbraio 2015 era partita da Bulciago, dove abitava, per unirsi all’Isis, trascinando nell’inferno del Califfato nero anche i suoi tre bimbi piccoli di due, quattro e sei anni. A loro si è poi aggiunto un quarto fratellino, concepito e nato durante la permanenza in Siria. Mamma Isis, liberata dal campo profughi di Al-Hol nella zona del Kurdistan insieme ai figli, e riportata con loro a casa dai carabinieri del Ros di Milano nel settembre 2020, era stata arrestata non appena aveva rimesso piede in Italia per essere poi condannata a quattro anni di carcere per terrorismo internazionale.

Gli mancherebbero otto mesi per saldare per intero i 48 complessivi decisi dal verdetto, ma in prigione si è comportata e si sta comportando in maniera esemplare. Ha così ottenuto uno sconto per buona condotta e tra 2 settimane lascerà il carcere di San Vittore. La data prevista per la scarcerazione definitiva è infatti quella del 2 gennaio, un martedì. Chi la conosce e ha avuto modo di affiancarla in questo periodo nel suo percorso, assicura che oggi è una donna completamente diversa e, soprattutto, che ha compreso il grave errore commesso nel 2015.

"È stato un grande sbaglio – aveva del resto ammesso una volta rimpatriata -. Lo Stato islamico in Siria non era il posto idilliaco che ci avevano promesso. Quando siamo arrivati ce ne siamo subito accorti, volevamo tornare indietro, ma non ce l’hanno permesso". Alice vorrebbe subito incontrare di persona i suoi quattro figli, abbracciarli, baciarli, ricominciare ad essere non più mamma Isis, ma solo di nuovo la loro mamma vera e propria, perché ora non lo è più, non legalmente almeno. Le è stata infatti revocata la potestà genitoriale, un provvedimento scattato quando tutta la famiglia si trovava ancora in Siria. "È una questione delicata e complicata", si limita a dire l’avvocato Simona Belloni, che è stata curatore speciale dei figli di Alice, scegliendo di costituirsi per loro parte civile durante il processo in corso a carico della madre.

I quattro fratellini, che ora frequentano le superiori il più grande, le medie e le elementari i tre più piccoli, sono tutti ospiti, insieme, in una comunità protetta. Li seguono educatori e assistenti sociali. "In base alle relazioni che mi arrivano e dalle informazioni che ricevo stanno bene, nonostante tutto quello che hanno passato - rassicura Luca Cattaneo, sindaco di Bulciago a cui spetta l’onere di pagare la retta della comunità fuori provincia dove si trovano -. Spero che magari in futuro possano veramente tornare con la loro mamma e ridiventare con lei un’unica famiglia, sarebbe credo la soluzione migliore per tutti". Durante la detenzione Alice ha comunque mantenuto i contatti con loro, prima con telefonate periodiche, successivamente sempre più spesso grazie a delle videochiamate.

È stato deciso di non separarli, poiché dividerli sarebbe stato un ulteriore trauma che si sarebbe aggiunto a tutto quello che hanno già dovuto sopportare, vedere e subire, compresa la perdita del padre, Mohamed Koraichi, morto stroncato da un’infezione intestinale mentre era detenuto in un carcere di massima sicurezza ad Hasakah, una specie di Guantamano siriana, una manciata di giorni prima della liberazione della moglie e dei loro figli. Aveva solamente trentacinque anni. Probabilmente la sua morte ha significato la salvezza per Alice e i loro bambini: difficilmente quanti gestivano il campo profughi di Al-Hol ne avrebbero infatti autorizzato la liberazione, preferendo forse utilizzarli come una sorta di ostaggi per convincere l’uomo a rivelare qualche segreto appreso sugli islamisti di Daesh ai tempi della militanza nel califfato attivo in Siria.