Strage in Colorado, negli Stati Uniti, dove un uomo armato di un fucile AR-15 è entrato al supermarket King Soopers di Boulder, 50 chilometri da Denver, e ha sparato. Sono rimaste uccise 10 persone, compreso un poliziotto. Secondo quanto riporta la Cnn tre vittime arebbero dipendenti del supermercato. La polizia ha arrestato e identificato il presunto autore, Ahmad Al Aliwi Alissa, 21enne, di Arvada. L'uomo ha agito indossando un giubbotto antiproiettile. Il 21enne però si era tolto tutti i vestiti ed era rimasto solo in pantaloncini quando si è arreso ed è stato portato via dalla polizia. Agli agenti non ha detto se aveva complici ma ha chiesto di parlare con la madre. Il movente del gesto non è ancora stato accertato. 

Nato in Siria, l’uomo ha vissuto gran parte della sua vita negli Usa. Era noto all’Fbi perché legato ad un individuo sotto indagine degli agenti federali. Appassionato di arti marziali, è descritto da alcuni compagni di liceo come una persona pronta a scatti d’ira improvvisi; i familiari hanno invece dichiarato che il giovane, in passato vittima di bullismo, soffre di disturbi mentali. Su di lui ora pendono 10 capi di imputazione per omicidio di primo grado. La tragedia ha spinto Biden a premere sul Congresso perché approvi "misure di buon senso", come le due leggi già passate alla Camera per rafforzare i controlli sugli acquirenti di armi.

Il racconto del fratello di Alissa

Ventuno anni, nato in Siria e cresciuto in Colorado, ex wrestler all'high school, "paranoico", "malato di mente", con manie di persecuzione e "asociale". Così viene descritto Ahmad Al Aliwi Alissa, arrestato dopo la strage al supermarket di Boulder. Parlando al Daily Beast, il fratello, Ali Aliwi Alissa, 34 anni, ha raccontato che il ragazzo, ai tempi del liceo, diceva di "essere continuamente pedinato", e che "qualcuno gli dava la caccia". "Un giorno - ha aggiunto - era a pranzo al ristorante con mia sorella, quando ha cominciato a dire che qualcuno, nel parcheggio, lo stava cercando. Mia sorella era uscita e non aveva trovato nessuno. Non abbiamo mai capito cosa gli passasse per la testa". Il ragazzo sarebbe un "paranoico" fin dai tempi dell'high school, dove sarebbe stato vittima di bullismo. "Era una persona solare - ha raccontato il fratello - poi si e' chiuso, diventando asociale". Quattro anni fa Alissa era stato arrestato per aver preso a pugni un compagno di scuola, che lo aveva insultato nei giorni precedenti. Nella sua pagina Facebook, che e' stata oscurata dopo la strage, il ragazzo diceva di essere nato in Siria nel '99 e di essere arrivato negli Stati Uniti nel 2002. "Mi piacciono il wrestling e i documentari", oltre a arti marziali come il kickboxing. Un compagno della squadra di wrestling ha raccontato che Alissa "non amava perdere". "Quando succedeva - ha aggiunto - buttava via il casco protettivo e non parlava agli allenatori. Se non ricordo male, una volta aveva inveito contro uno di loro". Nella bacheca di Facebook c'erano riferimenti all'Islam e passaggi di preghiere in occasioni delle festivita'. Tra i post sarebbero apparsi anche cenni a fobie, tra cui la convinzione di essere controllato al telefono per il fatto di essere islamico. Sei giorni fa, ha raccontato la
cognata, il ragazzo aveva comprato un Ar-556, un tipo di arma d'assalto usato dall'esercito. La stessa con cui ha messo in atto la strage. 

I precedenti

Mentre in Europa quella dell'assassino di massa è una figura decisamente rara - il solo caso negli anni Duemila è dato dal massacro di oltre 70 persone messo in atto in Norvegia il 22 luglio 2011 dal terrorista Anders Breivik -, in Colorado dal 1995 a oggi è stata protagonista più volte. Basti pensare al massacro alla Coloumbine High School, non lontano da Denver, dove il 20 aprile 1999 due studenti proprio di quell'istituto sono entrati a scuola aprendo il fuoco e uccidendo dodici studenti e un insegnante. Oltre a ferire altre 24 persone. Ancora strage in Colorado: ad Aurora nella notte fra il 19 e 20 luglio 2012 il 24enne James Holmes ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 58 sparando in un cinema durante la proiezione del film "Il cavaliere oscuro - Il ritorno".