Roma, 12 gennaio 2002 - Riforma pensioni, si entra nel vivo. Oggi tra governo, Cgil Cisl e Uil, parte il cantiere sulla riforma delle pensioni: al tavolo convocato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che fa seguito alle decisioni prese nel vertice, appena prima di Natale, con il premier Mario Draghi ed i sindacati, siederà anche il ministro dell'Economia, Daniele Franco, Marco Leonardi per palazzo Chigi, e i leader sindacali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Il confronto Governo sindacati

Obiettivo, trovare un'uscita sostenibile ma soprattutto strutturale dalla riforma Fornero dopo le modifiche apportate in questi anni. I tempi non sono larghissimi. Sul tavolo non c'è  solo l'uscita morbida da quota 100 (che non è più in vigore dal 31 dicembre 2021) ideata dall'esecutivo con quota 102 inserita nella legge finanziaria. Quota 102 scadrà a fine anno (l'idea del Governo è di passare poi a quota 104 per progressivamente, nel corso degli anni, tornate alla Fornero con un uscita solo per vecchiaia a 67 anni d'età). Ma i sindacati non ci stanno. Vorrebbero conservare condizioni "più favorevoli" per andare in pensione prima dei 67 anni. Una mediazione si potrebbe infatti trovare, si nell'innalzamento dell'età di pensionamento (anche, in estrema ratio, col ritorno alla Fornero) ma con un allargamento della flessibilità per permettere a determinate categorie (lavori usuranti, donne e così via) di poter accedere alla pensione anticipatamente. Cgil Cisl e Uil confidano in qualche indicazione preliminare del governo già nel prossimo Def di metà aprile. 

Scatta quota 102

Chi nel 2022 avrà almeno 64 anni di età e 38 di contributi potrà accedere alla pensione anticipata con la cosiddetta Quota 102 introdotta dalla legge di Bilancio come "ponte" dopo l'esaurimento della cosiddetta Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) a fine 2021.

I requisiti ordinari

Nel corso del 2022 potrà andare in pensione anche chi ha raggiunto i "requisiti ordinari" pari a 41/42 anni e 10 mesi di contributi a cui aggiungere la finestra mobile di 3 mesi.

Quota 102, la simulazione

Come presentare domanda dal 7 gennaio

L'Inps ha pubblicato un messaggio nel quale indica come presentare la domanda di pensione, disponibile dal 7 gennaio. I nuovi requisiti pensionistici devono essere maturati entro il 2022. La domanda di pensione deve essere presentata con le seguenti modalità: il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (SPID, Carta nazionale dei servizi, Carta di identità elettronica 3.0) può compilare e inviare la domanda telematica di pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, accessibili nella sezione "Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci". Una volta effettuato l'accesso e scelta l'opzione "NUOVA PRESTAZIONE PENSIONISTICA", occorre selezionare in sequenza: "Anzianità/Anticipata/Vecchiaia", poi  "Pensione di anzianità/anticipata" e successivamente "Requisito quota 102". Devono, infine, essere selezionati il Fondo e la Gestione di liquidazione.

Chi la può presentare

Come detto può presentare domanda chi nel corso del 2022 matura i requisiti di "Quota 102" (vale a dire 64 anni di età e 38 di contributi) La modalità di presentazione delle domande telematiche è utilizzabile da parte dei lavoratori iscritti alle Gestioni private, alla Gestione pubblica e alla Gestione spettacolo e sport, anche al fine di chiedere il cumulo dei periodi assicurativi per il conseguimento del diritto alla pensione "quota 102".

Pensioni: come funziona quota 102

Il ruolo dei patronati

La domanda può essere presentata anche per il tramite degli Istituti di Patronato e degli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all'INPS ovvero, in alternativa, può essere presentata utilizzando i servizi del Contact center.

Le altre pensioni anticipate

Il Governo ha già pero stabilito che alcune categorie di lavoratori usuranti (l'elenco è stato ampliato nel corso del 2021) e le donne (grazie a Opzione donna) potranno andare in pensione anticipatamente.

L'Ape sociale

L'acronimo Ape, che sta per Anticipo pensionistico, permette dal 2017, ad alcune categorie ritenute usuranti, di accedere alla pensione in tempi più rapidi rispetto a quelli previsti dalla norma generale. In sostanza chi ha compiuto 63 anni può anticipare l'uscita dal lavoro con un'indennità mensile che viene corrisposta fino all'età della pensione vera e propria. Con l'Ape sociale ad esempio se uno può andare in pensione a 67 anni e rientra nelle categorie usuranti può andarsene a 63 prendendo l'indennità fino al compimento appunto del 67 anno, quando poi percepirà la reale pensione. La norma generale prevede che L'indennità, in caso di iscrizione ad un’unica gestione, è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di questo importo). L'importo dell'indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo. Quindi massimo 1.500 euro mensili.

L'elenco dei lavori usuranti

L'elenco dei lavori usuranti, grazie a una legge passata in Parlamento, si è ampliato da 65 a 203 categorie: ecco l'elenco.

Opzione donna

Le donne potranno ancora andare in pensione prima. Il provvedimento "Opzione donna" che in un primo momento era stato tolto dalla Manovra nelle ultime ore è stato reinserito nella bozza della legge di Bilancio

Opzione donna prevede che le donne possano andare in pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e un anno più tardi, 59, per quelle autonome (imprenditrici, partite iva...).

"Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi: 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi", si legge sul sito dell'Inps.

Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico. Vale a dire che chi vuole andare in pensione anticipatamente deve aver almeno raggiunto i 35 anni di contributi. La pensione è liquidata esclusivamente con le regole di calcolo del sistema contributivo.

Il contratto di espansione

In alcuni casi i lavoratori possono lasciare il lavoro con 5 anni d'anticipo grazie alla proroga del contratto di espansione. l testo della Legge di Bilancio prevede infatti una proroga del contratto di espansione (fino al 2023). Una norma entrata in vigore, in via sperimentale, a partire dal 2019 e poi sempre rinnovata ed estesa a più aziende (inizialmente erano previste solo quelle sopra i 1000 dipendenti). Se inzialmente, nel 2019, il contratto di espansione era destinato "ad aziende sopra i 1000 addetti", i rinnovi successivi hanno progressivamente abbassato questa soglia prima a 500, poi a 250 fino a 100 (con il decreto Sostegni bis). La proroga prevista per il contratto di espansione fino al 2023 (la legge di Bilancio deve essere ancora votata) dovrebbe abbassare ulteriormente la quota fino alle aziende con 50 dipendenti. "Con un fondo di 600 milioni (accantonati nel triennio), si aiuta ad accompagnare alla pensione i lavoratori dipendenti di imprese di piccola e media dimensione che abbiano almeno 62 anni di età", riporta il provvedimento.

Come andare in pensione con un anticipo di 5 anni